OGNI VOLTA CHE MI BACI MUORE UN NAZISTA: QUANDO LA POESIA E’ STRAPPARISATE

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Quando hai tanto sentito parlare di un personaggio e ti incuriosisce, come il titolo del suo ultimo libro- che dà il titolo anche alla tournée che sta portando in giro per l’Italia l’autore- non puoi fare a meno di cogliere l’occasione di andare a vedere com’è dal vivo quando capita nella tua città: quel personaggio è Guido Catalano.

Guido Catalano ha inaugurato ieri il nuovo filone, che continuerà oggi e venerdì, del TACT&POETRY: appuntamenti di poesia sui generis al Teatro Sloveno e nei locali della città.

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Catalano nella sua semplicità ha conquistato tutta la platea, eterogenea e multilingue, in un’ora e diciotto

un’ora e ventidue quando va bene bene

Da “poeta sociale”, come lui stesso si è definito introducendo il momento, ha fatto sorridere con “LA POSTA DEL COLON”.

Intermezzo alternativo tra le poesie liberamente ispirato alla posta del cuore, in cui, armato di camice ha tentato di rispondere a dei quesiti esistenziali sull’amore rispondendo alle mail di fantomatiche (o reali?) lettrici.

POESIE D’AMORE, NON D’AMORE E DEL TERZO TIPO

Tempo non solo di risate ma anche di riflessione e di sorrisi amari con le PFR- poesie di fine rapporto o con le PIR- poesie di inizio rapporto

Ma la serata è anche una buona occasione, quasi tra amici, per un excursus in diciassette anni di carriera e passioni: l’amore spropositato per Sophie Marceau, la passione per i treni “Grazie a Martina che mi” e l’omaggio al “Cocciantone”

Poco più di un’ora, ma sarebbero potute essere anche tre ore; perché il modo di porsi sul palco e di “abbattere la quarta parete”, in cui Catalano non crede, è un modo di fare poesia che diverte e non annoia mai puntando sulla quotidianità.

Si leggeva nella presentazione dello spettacolo che lui è il poeta che voleva, ed è riuscito a diventare una rock star, ecco, Catalano è la rockstar che non t’aspetti.

Per cui se capita nelle vostre città non pensateci due volte e andate a curiosare in uno dei suoi live. Non ve ne pentirete!

A 17 anni ho deciso che volevo diventare una rock star. Poi ho capito che forse non ce la facevo e ho ripiegato su poeta professionista vivente, che c’erano più posti liberi.

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