Walking No Tav

Un Giorno in Val di Susa fra le pagine di un fumetto.

 

Come rendere leggero un argomento che leggero non è?

 

Walking No Tav traduce con un linguaggio semplice, diretto e molto attuale il racconto di un giorno in Val di Susa.

Racconto reso vivo dalle parole di un giovane ragazzo di ventisei  anni – Dario Muratore- che, decide di vivere un’esperienza per alcuni aspetti più grande di lui e ne trae spunto per ragionare su quello che è lo specchio di questa società, in bilico perenne fra l’ipocrisia borghese e la rivoluzione.

Non solo le parole rendono efficace la comunicazione di una rappresentazione che rivela il suo magnetismo a piccole dosi durante l’intero spettacolo ma, anche l’utilizzo interattivo  della Graphic Live ad opera di Petra Trombini che, traduce con l’uso di un I-Pad i pensieri e i personaggi che il nostro protagonista incontra.

L’immediatezza della resa scenica è uno degli aspetti più convincenti di questo spettacolo portato al Fringe Festival di Roma 2013 in collaborazione con la compagnia Quartiatri .

Walking No Tav è l’impegno a non dimenticare quanti lottano credendo in ideali che spesso vanno oltre le proprie forze.

Trovare se stessi, il senso di responsabilità che passa prima attraverso l’incoscienza, è forse l’ideale più grande da poter perseguire.

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Author Details
Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.
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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.

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