America, il Musical al Teatro della Luna di Milano

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A dispetto del suo titolo, America è un musical tutto italiano prodotto dalla Giulia Eventi, anzi un docu-musical, come viene definito dal suo regista Simone Sibillano che per il suo esordio in questo ruolo, ha deciso di raccontare la Storia, quella con la “s” maiuscola.

Già il tema dell’emigrazione non è cosa da tutti i giorni da portare in scena, quando poi si decide di raccontarlo attraverso l’intersezione delle storie di vita dei vari personaggi, toccando anche tematiche molto moderne, come l’accettazione del diverso, diventa una vera e propria sfida.

L’impronta di documentario è subito chiara appena si apre il sipario, mostrandoci un enorme schermo che fa da sfondo alla scena dove si susseguono immagini suggestive che enfatizzano, a volte in modo più azzeccato di altre, ciò che i personaggi ci stanno raccontando.

Le scenografie, sebbene possano sembrare semplici, sono molto ben studiate, e con l’utilizzo di pochi semplici elementi, trascinano lo spettatore nei diversi luoghi: dall’Italia, fin sulla nave dove, dopo un viaggio transoceanico finalmente i personaggi raggiungono Ellis Island, anticamera dell’America.

Volutamente sproporzionate rispetto alla figura umana, le scenografie rendono gli attori piccoli e indifesi, aumentando il senso di ansia e impotenza che i poveri emigrati provano fin dal primo tragico momento: la decisione di lasciare la propria terra.

Protagoniste dello spettacolo sono sicuramente le voci degli attori, tutte di notevole impatto sulle italianissime musiche di Guido Cataldo.

A raccontare la difficoltà di una donna sola è Bianca (Valeria Monetti, anche aiuto-regista), vedova e in fuga da qualcosa che non sa neanche lei, trova la sua salvezza in un musicista (Simone Sibillano) in cerca di fortuna, che s’innamora di questa donna sola e la sposa, permettendole di superare le dure regole americane per l’accesso negli USA.

Ci sono poi Rosa Fiore ( Giorgia Arena) col fratello Tommaso (Angelo Barone), diversamente abile e per questo non accettato; Vito e Angelo (Claudio Zanelli e Jacopo Bruno) innamorati alla ricerca di un posto dove essere se stessi. Una particolare menzione va alla potente voce di Paola Fareri, che interpreta il personaggio di Maria Esposito, donna dal carattere duro, sola ed emarginata, ma capace anche di stappare risate al pubblico.

Ultimo, ma non per importanza, è il personaggio di Madre Maria Francesca Cabrini (Chiara Materassi), Suora dell’ordine delle Salesiane Missionarie del Sacro Cuore, che ha dedicato la sua vita all’accoglienza e l’aiuto degli emigranti italiani, divenendone poi la patrona.

Nonostante un inizio lento, nella seconda parte dello spettacolo, dopo l’arrivo degli emigranti in America, anche l’atmosfera si carica di energia, proponendo coreografie semplici ma d’impatto; merito anche dell’ottimo design delle luci, capaci di creare isole di colore sul palco dal forte impatto emotivo.

A chiudere in bellezza lo spettacolo è stato il saluto del regista all’entusiasta gruppo di suore presenti tra il pubblico per assistere al racconto della vita della loro madre fondatrice.

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