Parte di un progetto articolato con un interessante dualismo fra storia e presente, Ceneri….2701194527012013, è uno spettacolo importante e delicato che la Casa delle Culture di Roma ha ospitato l’1 e 2 Febbraio scorsi, all’interno di una stagione teatrale che si distingue per la particolarità e unicità delle tematiche proposte.

Abbiamo potuto approfondire qualcosa in più dello spettacolo grazie alle parole dei protagonisti dell’evento, Cam Lecce e Jorg Grunert. Le musiche sono state curate da Luigi Morleo.

Se racconto non dimentico.

Se raccontare l’olocausto significa testimoniare e agire, raccontare è un modo per ricordare nel presente quali sono ancora i possibili pericoli che le società, oggi, intrinsecamente corrono. Ricordare come monito per non ritrovarsi nel rischio di nuova ecatombe, perché la storia, anche nei suoi più terribili accadimenti non inizia quando è in atto la tragedia ma ha sempre elementi, segni, circostanze che precedono la catastrofe e questi segnali devono essere osservati, compresi, analizzati. Ceneri non rappresenta “è” invece un tentativo di condividere una testimonianza, la testimonianza del dolore subito da esseri umani a causa di altri esseri disumani. Oggi, ancora, questa storia ci riguarda, poiché la linea temporale passato-presente-futuro trasporta eredità e le dimensioni della storia e della memoria sono una conoscenza necessaria per salvaguardare legalità e democrazia. Pensare che la storia del nazismo e del fascismo siano finite nel 1945 è molto pericoloso. Storia continua e raccontarla è una allerta per il presente, volgere lo sguardo all’indietro nella storia è tenere viva la dialettica di futuro nel presente. L’Olocausto ha creato un precedente in cui gli esseri umani possono essere di nuovo trascinati. E’ necessario fare entrare il ricordo nell’agire e nel pensare quotidiano, se si riduce l’Olocausto a mera celebrazione di una giornata per poi tornare al proprio quotidiano, al proprio business as usual come se questa immane tragedia sia cosa accaduta ad altri e in tempo passato, se pur molto recente, allora è meglio non ricordare.

 

Una domanda importante per noi è stata quella di come condividere con le giovani generazioni la testimonianza dell’Olocausto. Decidendo di affrontare questo argomento abbiamo ideato un progetto integrativo scolastico dal titolo: “Progetto 33 – Questastoriaci(ri)guarda”, in collaborazione con lo storico Enzo  Fimiani dell’Anpi  Pescara. Dopo mesi di studio e documentazione abbiamo scelto sia film di fiction e sia documentari storici da proiettare nelle scuole e da analizzare insieme con gli studenti. Parte del progetto è anche l’installazione di Ceneri in cui affiorano le responsabilità e le circostanze storico-sociali-culturali che permisero l’ascesa del fascismo e del nazismo in seno all’Italia, Germania ed Europa. Nel testo che viene raccontato in CENERI evidenti sono le matrici economiche e finanziarie che seguendo il percorso, spesso sotterraneo delle burocrazie europee, dalla guerra agli anni della pacificazione sostennero il Nazifascismo. “… Negli anni che vanno dal 1933 al 1942, le banche avviarono e determinarono la costruzione di un monopolio che preparò la guerra e che poi, alla fine di questa, certificò il proprio potere e la propria influenza sull’economia mondiale, nella ricostruzione e nella divisione del mondo in blocchi ideologici contrapposti. Analogamente la I.G. Farben, il complesso industriale della chimica tedesca, proprietario dell’enorme agglomerato industriale che fu Auschwitz, indicò la via dello sterminio attraverso il lavoro, come pure la sperimentazione su cavie umane attraverso un sistema articolato di complicità e connivenze tra i vari apparati dello stato e i diversi settori amministrativi ed economici della società civile. …”

La perfomance Ceneri…2701194527012014 è dedicata a Fabio Mauri.

 

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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.
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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.

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