Cose di questo mondo

Una fabbrica di oggetti utilizzata come metafora, un inventore e un operaio sui generis, comici e saggi. Un modo innovativo e divertente per riflettere sul senso della vita e l’importanza delle cose.

Cose di questo mondo per l’appunto, è uno spettacolo in cui si mescola il reale e l’immaginario, reso possibile attraverso una scenografia favolistica articolata di luci e suoni. Un dialogo a due tra l’operaio dal carattere impacciato e insicuro Mario Fugaci (Alessandro Waldergan) e dall’ambizioso inventore Marchetti (Francesco Pompilio). La fabbrica è il rifugio, è il luogo sicuro dove vivere per Fugaci ma al tempo stesso fucina di idee dove mettere a frutto la creatività per Marchetti.

Un modo anticonvenzionale per riflettere su tematiche importanti sul rapporto tra mondo e regole, sull’immobilità dell’individuo che si adegua ad una percezione indotta della realtà.

E’ uno spettacolo che racchiude un messaggio positivo di non accontentarsi, e trovare la “scintilla” e il coraggio di agire per volgere al cambiamento, non sottovalutando l’importanza e il valore delle cose. Gli esseri umani come le cose, d’altronde, sono fatti di materia e possono essere plasmati in base alle idee.

In un mondo fugace dove tutto dura poco, anche le persone vengono considerate talvolta con la stessa percezione degli oggetti, ma ogni cosa ha un valore e nessuno deve passare inosservato. Un nodo centrale questo, a cui si aggiunge al tempo stesso il vortice del consumismo in cui l’individuo è coinvolto; nella fabbrica si progettano e realizzano idee per poi essere vendute finendo per innescare un meccanismo consapevole di economia, creare e costruire un guadagno su cose futili e che rimangono di appagamento momentaneo.

 

 

 

 

 

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Author Details
Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .
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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .

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