Excelsior

Torna il “ballo grande” alla Scala: centocinquanta artisti in scena, quasi duecento costumi

 per celebrare il trionfo della Luce e della Civiltà sull’Oscurantismo

A tre anni dalle precedenti rappresentazioni torna alla Scala Excelsior, primo titolo di balletto a entrare nella programmazione di Expo. Nove recite, dall’11 al 25 luglio, riportano trionfalmente in scena la Luce, che vince sull’Oscurantismo, le conquiste del Progresso scientifico e tecnologico che unisce e affratella i popoli e la Civiltà, incarnata nelle recite dell’11, 13 e 15 luglio da Alina Somova, Principal al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo che ha già brillato in questo ruolo nel 2012. Accanto a lei, nel ruolo dello Schiavo, in una nuova e inedita partnership Federico Bonelli, Principal del Royal Ballet, torna finalmente sul palcoscenico della Scala dopo numerosi anni: fu ospite infatti  soltanto nel gennaio 2007  all’interno del Gala des Étoiles.

È il “ballo grande”, con i suoi famosissimi galop, con le bandiere da tutto il mondo, con gli undici quadri che vedranno impegnato tutto il Corpo di Ballo al gran completo: seppure ben lontano dalle masse che caratterizzarono il debutto nel 1881 su libretto e coreografia di Luigi Manzotti, musica di Romualdo Marenco e scene di Alfredo Edel, (una folla di interpreti, oltre 500 comparse, cammelli, elefanti, cavalli) anche l’edizione di Crivelli, Dell’Ara, Carpi, Coltellacci, che dal 1967 ha riportato sulla scena l’estro manzottiano e il sapore antico dello spirito italiano in danza, ha numeri che non sfigurano accanto ai grandi balletti del repertorio, da Bella Addormentata o Raymonda.

Centocinquanta artisti in scena – novanta ballerini, quaranta comparse e una ventina di allievi della Scuola di Ballo e trentacinque ruoli, tra primi ballerini e solisti. Niente Principi o Principesse pero’: qui trionfano i simboli, come Luce, Oscurantismo, Civiltà, Fama, Valore, Invenzione, Concordia, Costanza e vengono celebrati gli eroi del Progresso come Dionisio Papin, “inventore della prima macchina a vapore”, Alessandro Volta “genio dell’elettricismo”, l’ingegnere italiano da Bardonecchia e francese da Modane (cosi ufficialmente indicati in locandina) artefici dell’apertura del traforo del Cenisio, che Manzotti definì “coronamento della fratellanza tra i popoli” nelle note al libretto, che ora vengono declamate da una voce fuori campo. E ancora: al posto di Driadi, Willi o Silfidi ecco i telegrafisti a Washington, e la Folgore a testimoniare gli esiti della scoperta dell’elettricità; uomini e donne da ogni parte del mondo che si ritrovano a danzare con la Civiltà, uniti dall’apertura del Canale di Suez: Cinesi, Turchi, Spagnoli, Inglesi, Indiani….

Trentadue fondali scendono e salgono per cambiare l’ambientazione degli undici quadri, oltre centonovanta costumi: davanti agli occhi degli spettatori la Spagna dell’Inquisizione, il regno dei Genii che hanno civilizzato l’umanità con le loro opere, un villaggio sulle rive del fiume Weser dove Papin vede distrutto il suo battello a vapore dalla folla di una regata, ma che vedrà coronare la sua scoperta a New York, sul  ponte di Brooklyn dove una locomotiva sbuffa orgogliosa. E ancora, il laboratorio di Alessandro Volta a Como, e la scintilla da cui scaturiranno le future invenzioni, che portano fino a Washington e agli uffici del telegrafo; una tempesta nel deserto e la festosa apertura del canale di Suez, il tunnel del Moncenisio che con un sordo fragore fa crollare le barriere fra Italia e Francia…. Una serie di gloriosi avvenimenti quindi, che non poteva terminare se non con la grande apoteosi: nella gioia dello sventolio di ottantasei bandiere da tutto il mondo si trovano riuniti la Scienza, il Progresso, la Fraternità,l’Amore, per festeggiare il presente, e soprattutto l’avvenire.

Il “ballo grande” della tradizione italiana non tradisce quindi la vocazione internazionale che lo ha accompagnato fin dalla sua nascita a fine Ottocento e si apre ora al pubblico eterogeneo che raggiungerà Milano durante Expo per celebrare, con affetto, divertimento, spettacolarità, il recupero di un passato che non ha perso il suo fascino. E per saperne di più, mercoledi 8 luglio alle ore 18 Presso il Ridotto dei Palchi « A.Toscanini » Giannandrea Poesio  parlerà di Il ‘ballo grande’ italiano: genere unico al mondo, nell’appuntamento del ciclo “Prima delle Prime – Balletto”.

 


11, 13, 15, 16, 18 (2 rappr.), 21, 22, 25 luglio 2015

Excelsior

 

Azione coreografica, storica, allegorica, fantastica in due parti e undici quadri di Luigi Manzotti

 

Coreografia

Ugo Dell’Ara

 

Regia

Filippo Crivelli

Musica

Romualdo Marenco

Revisione musicale di Fiorenzo Carpi e Bruno Nicolai

Direttore

David Coleman

Scene e costumi

Giulio Coltellacci

Luci

Marco Filibeck

Artisti ospiti

Alina Somova  (11, 13, 15 lug.)

Federico Bonelli (11, 13, 15 lug.)

Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala

Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala

 

Produzione Teatro alla Scala

 

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