GiapponeUna mostra fotografica fuori dal comune e piena di fascino. GIAPPONE SEGRETO Capolavori della fotografia dell’800, in allestimento a Parma al Palazzo del Governatore fino al 5 giugno 2016 è un viaggio nel magico mondo del Giappone guardato attraverso gli occhi dell’arte. Si tratta di lavori realizzati tra il 1860 e il 1910 che uniscono la tecnica fotografica occidentale e la tradizione pittorica orientale.

Il risultato è una serie di rappresentazioni del mondo nipponico nel suo ideale filosofico, passando dalle bellezze paesaggistiche, al mondo femminile visto nella sua delicatezza, ai samurai, alle maschere del teatro No.
Questa tecnica di fotografia dipinta si sviluppò per fare in modo che i visitatori Giapponeoccidentali, i cosiddetti “globetrotter”, affascinati da un mondo tanto distante ed insolito, potessero portare un ricordo di quella terra.

Le foto non mostrano la realtà della vita giapponese, ma il luogo ideale sognato dal viaggiatore europeo. Il fascino è indubbio e l’arte che ne scaturisce, minimalista, essenziale e delicata, è ciò che il pensiero millenario di quella terra trasmette. La ritualità e il concetto di bellezza sono esaltati nel loro essere ordinati e composti.

Come scrive Francesco Paolo Campione, curatore della mostra,

ci sono alcune parole chiave che fanno da guida attraverso Giappone Segreto.

“Tesoro” perché quella esposta è una delle tre maggiori collezioni del genere esistenti al mondo e la più grande fuori dal Giappone. “Nostalgia” per il fatto che il periodo Meiji (1868-1910) fu il tempo storico che segnò il passo della trasformazione del Giappone da feudale a potenza industriale, facendo scomparire un sistema tradizionale a cui l’occidente era affezionato (e che queste fotografie testimoniano), assieme alla “fortuna” di aver sempre trovato uomini interessati al progetto, che ha potuto arrivare fino ai giorni nostri.

 

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Milanese trapiantata a Fidenza, si è diplomata alla Scuola di Cinema di Milano. Ha lavorato in teatro in qualità di regista e assistente alla regia e per tre anni ha tenuto corsi di teatro ai detenuti all’interno del carcere di Como. Ha pubblicato diversi racconti in antologie con ARPANet Edizioni e ha collaborato con alcune testate giornalistiche. Si occupa dell’ ufficio stampa del festival cinematografico Parma International Music Film Festival di Parma. Ha pubblicato tre libri: Piccole storie dei sette giorni, Fornelli metafisici e Ricettario Patafisico (Graphofeel)
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Milanese trapiantata a Fidenza, si è diplomata alla Scuola di Cinema di Milano. Ha lavorato in teatro in qualità di regista e assistente alla regia e per tre anni ha tenuto corsi di teatro ai detenuti all’interno del carcere di Como. Ha pubblicato diversi racconti in antologie con ARPANet Edizioni e ha collaborato con alcune testate giornalistiche. Si occupa dell’ ufficio stampa del festival cinematografico Parma International Music Film Festival di Parma. Ha pubblicato tre libri: Piccole storie dei sette giorni, Fornelli metafisici e Ricettario Patafisico (Graphofeel)
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