Il nome di Steve Jobs a gennaio in Italia diventa un film

Atteso come uno dei film evento di quest’anno, in uscita negli Stati Uniti il prossimo 9 ottobre

Si parlerebbe già di Oscar.

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Ambientato nel backstage del lancio di tre prodotti iconici culminato nel 1998 con l’inaugurazione dell’iMac, Steve Jobs arriva nei cinema italiani dal 21 gennaio 2016, in America già dal 9 ottobre, ci porta dietro le quinte della rivoluzione digitale  raccontandoci il ritratto intimo di un uomo geniale.  Scritto da Aaron Sorkin e diretto da Danny Boyle; prodotto da Macitynet Universal; il fondatore della Apple è intepretato da Michael Fassbender e Kate Winslet è Joanna Hoffman, ex responsabile marketing di Macintosh; il co-fondatore di Apple, Steve Wozniak è interpretato da Seth Rogen, e Jeff Daniels  interpreta l’ex Ceo della Apple John Sculley; Katherine Waterston è invece Chrisann Brennan l’ex-fidanzata di Jobs, mentre c’è Michael Stuhlbarg nel ruolo di Andy Hertzfeld, uno dei membri originali del team addetto allo sviluppo del Macintosh della Apple.

La sceneggiatura si basa su due fonti principali: una biografia scritta da Walter Isaacson e le memorie della figlia. Verrà prestata infatti grande attenzione ai rapporti tra Jobs e la figlia Lisa, che ha escluso dalla sua vita per diversi anni della sua infanzia rifiutando di riconoscerla, nonostante ben sapesse che fosse biologicamente sua.

“È lei la vera eroina del film”, ha dichiarato Sorkin a The Indipendent, sottolineando come l’indagine sulle contraddizioni di una personalità come quella di Jobs, ingegnosa e al tempo stesso algida e crudele nelle relazioni affettive, sia il centro del film. Non dimenticando che presenta la storia di tre prodotti: primo Mac, primo computer NeXT e iMac e ci fa anche un ritratto psicologico dei personaggi legati all’azienda.

Per la tematica, ha la possibilità di entrare nella lista dei film che riceveranno gli Academy Awards. Tribolata è stata invece la scelta del protagonista, che pare non convincesse lo sceneggiatore in quanto   nonostante un curriculum di tutto rispetto, per lui era “troppo poco noto al grande pubblico”. Ma altri nomi noti come Leonardo Di Caprio e Christian Bale, hanno declinato perché impegnati o non convinti della parte; cosicchè la produzione s’è vista costretta a ‘ripiegare’ su Fassbender che sembra comunque essersi impegnato facendo un ottimo lavoro sul personaggio, conferendogli tutta l’energia e la complessità del caso. E ora potrebbe vedersi candidato, al premio di miglior attore protagonista.

 

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Calabrese, laureata alla Lumsa di Roma. Ha seguito diversi master tra cui i più interessanti uno di spagnolo, e uno di giornalismo culturale; è anche mediatore civile professionista. Lavora nel campo della formazione e scrive articoli culturali, sportivi e di turismo.
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