Intervista a Giuseppe Verzicco il nostro Tony Manero.

Dopo il successo della scorsa stagione torna sul palco La febbre del Sabato Sera. Il Teatro Nuovo di Milano ha prodotto il musical del film che, quarant’anni fa, vide come protagonista John Travolta. A vestire i panni di Tony Manero, stavolta,  è Giuseppe Verzicco.

Il giovane performer pugliese, dopo i tanti applausi della scorsa stagione continuerà a far ballare il pubblico italiano per tantissime altre date. Le più imminenti?  A Verbania il 21 luglio e poi nella meravigliosa Arena di Verona il 24 luglio

Il 24 luglio sarai all’Arena di Verona con il musical La febbre del Sabato Sera. Un palco che ha ospitato tantissimi artisti di fama nazionale e internazionale. Una bella soddisfazione ma anche tanta emozione…. Come hai accolto la notizia?
Giuseppe Verzicco
Giuseppe Verzicco

Era da un po’ che circolava voce su questa data e su questo luogo tra i componenti della compagnia ma quando è arrivata la conferma sono stato davvero molto felice…l’Arena per me è davvero un sogno che si avvera e il 24 Luglio in verità sarebbe per me la terza volta su quel palco ma questa da protagonista e non so nemmeno io cosa sarà quel giorno chissà…di sicuro me lo godrò al 100%

Non è un debutto, ma una ripresa di una tournèe che ha toccato tantissime città italiane. Come ha reagito il pubblico?

Il pubblico si è infiammato nel vero senso della parola. Abbiamo girato tante città ed in tutte abbiamo ricevuto consensi e tanti tanti applausi. Tutti conoscono questo film e questa colonna sonora che, vuoi o non vuoi, ti porta ad alzarti dalle poltrone e ballare.

Inoltre, questo allestimento perde un po’ quella nube di tristezza che serpeggia nella trama del film che tutti conosciamo, esaltandone invece gli aspetti leggeri e frizzanti di quegli anni.

Il 24 luglio è l’unica data estiva o Tony Manero continuerà a contagiare il pubblico italiano?

Saremo a Verbania il 21 Luglio e poi il 24 in ARENA A VERONA e le gambe tremano un po’…(ride, n.d.r.)

Quante ore di preparazione al giorno servono per interpretare al meglio questo personaggio?

Il tenore di vita di un performer non dipende dal ruolo che deve interpretare. La preparazione è costante: stai attendo all’orario in cui vai a dormire, al numero di ore che fai di sonno, a cosa mangi ecc. ecc.

Mentre, invece, la preparazione per lo spettacolo dura due/tre ore che precedono l’orario di sipario.

Durante questo arco di tempo ci si riscalda fisicamente, vocalmente e poi si ricevono delle “Note” sulla recita del giorno precedente per mettere a posto qualcosa che non è andato come sarebbe dovuto o più semplicemente per rispolverare cori, coreografie o scene recitate che hanno perso smalto.

Come sei entrato in sintonia con Tony Manero?

L’ho chiamato al telefono e mi ha parlato per un po’. Poi sul finire della conversazione mi ha detto di stare tranquillo e che se avevo bisogno potevo contare sul film. Ahahahahahah scherzo!

Mi sono fatto aiutare dalle mille indicazioni di Claudio Insegno, il regista, del coreografo Valeriano Longoni e dal direttore musicale Angelo Racz,  il resto è venuto da sè.

Fisicamente ci sono delle somiglianze con il Tony Manero interpretato da John Travolta, ma caratterialmente?

Siamo sicuramente due sognatori ma io sono forse sono un po più ribelle di lui. Non mi piacciono le ingiustizie e combatto per quello in cui credo anche a volte rischiando di perdere il controllo. Sono fatto così e sbaglio spesso ma in me c’è tutta la passione e i sacrifici fatti per un lavoro che mi da vita.

Hai alle spalle un bellissimo curriculum. Grease, Dirty Dancing, West Side Story, Rent, Cats, Mamma Mia! e tantissimi altri spettacoli. Ma c’è un musical che ti è rimasto nel cuore e vorresti interpretare ancora?

Tutti i musical che ho interpretato mi hanno insegnato qualcosa e quello che sono oggi in scena lo devo a tutti gli insegnati, ai colleghi, ai personaggi interpretati, ai registi, ai coreografi, ai tecnici, agli amministratori di compagnia e a tutti quelli che hanno ogni volta creduto in me…ma se domani mi dovessero chiedere di tornare a fare uno spettacolo ce ne sono due a cui non potrei dire di no: Grease e Dirty Dancing

Un lavoro che ancora non ti è stato proposto e che vorresti rappresentare?

Un americano a Parigi; Cantando Sotto la Pioggia; A qualcuno piace caldo; The producers; Chorus Line

Sarebbero i titoli che vorrei che domani un produttore mi proponesse per concludere la carriera e dedicarmi poi magari ad altro…ma chissà se accadrà, nel frattempo mi godo quello che ho e ne sono fiero.

Come ti vedi da grande?

Con i capelli bianchi, una bella famiglia ed un cane…ancora in sala danza o in un teatro per tramandare la mia esperienza e supportare i sogni di qualcun’altro con la speranza che il teatro fino ad allora non diventi un hobby ma rimanga un mestiere di cui poter sopravvivere.

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