La qualità delle cose che vediamo

 determina la qualità della nostra vita

 – Bruno Munari –

 

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma in mostra i silent books: viaggiando verso Lampedusa. Scopriamo insieme il valore di questo progetto.

 

Leggere un libro con un bambino o per un bambino, è già per sua natura un’esperienza speciale.

Ci siamo noi che leggiamo fra le parole del libro che teniamo in mano e ci sono le parole immaginate, quelle che prendono vita negli occhi e nell’anima del bambino al quale dedichiamo il nostro tempo.

Immaginate ora di avere fra le mani un libro senza parole, un silent book.

Sono libri che raccolgono al loro interno delle tavole illustrate di pregiata bellezza e ricercatezza e che permettono ad una storia di non finire mai.

Sono libri che contengono libri.

Sono libri che permettono una comunicazione fatta di immagini e parole sempre nuove, mai statiche, mai stanche.

I silent-books offrono, in una società dominata dalla comunicazione multimediale, un rifugio nel quale assaporare la bellezza e la forza espressiva delle immagini .

Il silenzio di questi libri speciali non è solo dato dall’assenza di parole. È anche il silenzio della scoperta, dello stupore, del confrontarsi con uno strumento nuovo.

In occasione della rassegna “ Bologna a Roma” ( vetrina romana della Bologna Children’s Book Fair) , lo Scaffale d’arte e la Biblioteca Europea hanno presentato “Libri senza parole. Destinazione Lampedusa/ Silent Books. Final Destination Lampedusa”, presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma.

Mostra laboratorio inaugurata lo scorso 7 Maggio e visitabile fino al 21 Luglio,dedicata al silent book, rappresenta un vero e proprio progetto internazionale organizzato in collaborazione con le Biblioteche di Roma, come ci illustra Laura Scarlata dell’equipe dei servizi educativi del Palazzo delle Esposizioni.

Dei libri presenti in mostra – ci spiega Laura – ne sono state presentate tre copie. Una rimarrà presso il Palazzo delle Esposizioni, una copia sarà in mostra in Italia e nel mondo ed una terza serie di copie viaggerà proprio con destinazione Lampedusa.

Il progetto raccoglie la migliore produzione editoriale di libri senza parole da donare a Lampedusa, l’isola più remota del Mediterraneo e primo porto sicuro per quanti arrivano nella nostra amata penisola.

La mostra dopo la tappa romana, viaggerà per il mondo con destinazione Lampedusa per costruire con il sostegno del comune dell’isola una biblioteca per bambini italiani ed immigrati.

“Immaginiamo questa biblioteca come un centro in cui accogliere voci e parole, un luogo per crescere “,  queste le parole di Giusi Nicolini , sindaco di Lampedusa e di Linosa.

Abbiamo incontrato Paola Vassalli , curatore responsabile dei Servizi educativi di Palazzo delle Esposizioni che, con la sua gentilissima disponibilità e impagabile professionalità, ci ha raccontato il significato di questo ambizioso progetto.

Come nasce il progetto?

La mostra è stata promossa dal comitato romano dell’ IBBY – International Board of Books for Young people.

L’idea alla base del progetto ha previsto la presenza di due realtà forti come quella del Palazzo delle Esposizioni e l’Ibby Italia.

Del comitato romano fanno parte anche due realtà editoriali importanti – la Sinnos e la Donzelli -,   una libreria itinerante – Ottimimassimo – e le Biblioteche di Roma.

Il Palazzo delle Esposizioni si occupa di promozione all’arte e con lo Scaffale d’Arte, progetto permanente fra le offerte didattiche del museo vuole, attraverso i libri, aprirsi al territorio nell’ottica di offrire progetti che hanno obiettivi particolari come ad esempio la promozione della lettura anche in situazioni più svantaggiate.

Per queste ragioni abbiamo pensato di scegliere Lampedusa come posto ideale per incentivare alla lettura bambini italiani ma anche migranti unendo a questo la proposta di quella che è una delle ultime nuove frontiere dell’editoria: il libro senza parole.

Il libro senza parole ha origini antichissime viene addirittura dalla cultura dei rotoli giapponesi che hanno una forte narrazione iconografica senza parole .

Lei ha fatto parte della commissione che ha selezionato i libri che hanno formato la prima honour list di silent books legati a questa iniziativa. Quale criterio avete seguito?

In qualità di comitato promotore italiano abbiamo curato anche la preselezione dei libri da proporre.

La giuria internazionale era composta anche da Etienne Delessert (grande artista autore e illustratore), Cristina Paterlini ( bibliotecaria ), Deborah Soria (   libraria  ), Sophie Van der Linden ( critica esperta della letteratura per l’infanzia).

Abbiamo usato un criterio articolato e abbastanza vario puntando su una panoramica il più estesa possibile della produzione  in questo settore, rispettando anche quelli che sono considerabili i classici di questo genere.

Troviamo testi importanti come The Snowman di Raymond Briggs, Wave di Suzy Lee, Tout un monde di Katy Couprie & Antonin Louchard, La mela e la farfalla di Iela Mari per l’Italia e ancora De Boomhut di Tolman Marije & Ronald.

Abbiamo intenzione di andare avanti con questo premio che avrà una cadenza biennale per continuare a promuovere il silent book incentivandone il peculiare aspetto culturale ed artistico.

Riguardo la selezione abbiamo anche tenuto presente i classici nelle varie culture, nei vari paesi, ma anche le grandi novità.

Possiamo citare in questo caso il Robinson Crusoe e poi ancora The Arrival di Shaun Tan, una storia di immigrazione non solo rivolta ad un pubblico di bambini.

Attraverso il silent book si entra nel vissuto dei bambini con una forza straordinaria che è quella delle immagini. I bambini pensano per immagini e questo rappresenta un vero linguaggio universale che può occuparsi di molti generi diversi.

Abbiamo scelto Lampedusa perché lo spirito dell’Ibby , nata dopo la seconda guerra mondiale, era proprio quello di promuovere la lettura e in questo modo il senso civile, civico, la socialità e la crescita culturale e sociale dei popoli.

Ibby promuove attraverso il libro le situazioni svantaggiate e Lampedusa ha bisogno di un impegno forte da parte di tutti noi.

Qual è il valore del silent book secondo Paola Vassalli?

Il suo valore è rappresentato dalla possibilità di dialogare con i bambini e non solo.

In esso c’è  l’incontro fra generazioni, fra mondi lontani, senza la parola ma attraverso l’opera d’arte, perché i libri illustrati sono la prima educazione al visivo, all’arte.

L’incontro è la chiave di lettura di immagini che veicolano emozioni e creano una possibilità di  rapporto permettendo ai bambini di crescere e di diventare adulti consapevoli, ricchi e più creativi.

Il mondo ha bisogno della loro creatività.

Altro aspetto fondamentale è poi l’educazione all’arte.

Il nostro museo ospita lo Scaffale d’Arte che ritengo sia un importante e valido strumento di approccio all’arte insieme all’opera d’arte. Quando accompagniamo i bambini al museo e li guidiamo, facciamo in modo che l’opera parli ad ogni singolo bambino e che ogni singolo bambino possa dialogare con essa attraverso la propria esperienza.

Incontro e dialogo. Questi aspetti non vanno mai persi di vista.

Al termine di queste belle parole desidero ringraziare la disponibilità dello staff del Palazzo delle Esposizioni, Paola Vassalli, Laura Scarlata e Chiara Bandi per l’accoglienza e la generosità di informazioni.

Ho avuto la possibilità e il piacere di visitare una mostra realmente a misura di bambino, con libri unici che sono in attesa di essere sfogliati da mani attente ed occhi curiosi.

Lasciarsi trasportare dalle immagini di un viaggio fatto di ricordi, speranze e racconti muti è un’esperienza da regalare senza esitazioni ai nostri bambini.

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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.
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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.

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