di Federica Ferretti

 

Recensione del libro “Elisa e la polvere magica” di Norma Cucchi Ed. Rupe Mutevole

 

Norma è arrivata all’improvviso, in una giornata che sembrava come tante.

Mi ha parlato con una timidezza, con una ritrosia a mostrare il proprio talento, che quasi mi ha commossa.

Mi ha subito conquistata.

Giunta  dalle pagine di Donna Moderna su cui avevamo avuto una segnalazione nell’Aprile 2011, temeva di non essere all’altezza del compito,  di non essere in grado di raccontare anche agli altri bambini, la favola moderna e metropolitana che aveva scritto per le sue piccole Sofia e Giulia.

Avevamo raccolto la sfida del Millennio, “pubblicare le voci che abitano quotidianamente il web”, e la voce di Norma è risultata essere variopinta come  un giardino di marzo.

Ha coinvolto infatti pure  le sue giovani donne, Norma, nella sua stupenda avventura, le ha istradate a loro volta, verso un forma di conoscenza tra le più alte,  quale l’espressione pittorica.

Le illustrazioni della fiaba sono infatti loro.

Una donna moderna a tutto tondo, la giovane signora Cucchi,che  esprime bene il senso di una campagna, quale appunto si è rivelata RIPRENDIAMOCI LA VOCE.

Dalla signora Pabo, che ci ha proposto uno sfizioso ricettario in “Ricette&Ricordi” o “Le desolate Estive” dell’ex dirigente scolastico Gabriella Serafini,  alla giovane Roberta Zoncheddu che ha avuto la forza, nel suo “Sul filo del tradimento”, di raccontare 5 diversi modi in cui in cui si può venire traditi, uno dei quali è costituito dall’inganno  dell’eccessiva magrezza , specchietto per le allodole del nuovo millennio ed ancora altre autrici.

Fino alla storia di Siwar Roussi,  che si confessa quale giovane ragazza incontro al mondo, altra donna di conoscenza che spera di poter levare alta la sua voce, oltre i labirinti di una rete che non la imprigiona ma la libera.Nelle cui parole troviamo le potenzialità di un’integrazione culturale che diventa una delle fonti più preziose a cui il futuro potrà abbeverarsi, e speriamo saziarsi fino in fondo, in uno scambio di emozioni tangibili.

Norma arriva come un raggio di sole, fresca, limpida, mamma, la scelgo per la spontaneità del messaggio che vuole lanciare, di creder ancora che l’impossibile avvenga, che ci si possa ancora sedere  accanto ai propri bimbi a raccontare di un mondo altro, forse  più vicino di quanto sembri.

L’immaginazione è un dono, e Norma ne ha da vendere, sogna un mondo migliore, dove la fiabe avranno ritrovato il loro giusto senso , il loro significato più spontaneo anche in una città cosmopolita che spererebbe non dormire mai.

Norma, ci insegna invece, a sognare ad occhi aperti.

Ricordandoci l’importanza di certi valori, solo momentaneamente appannati dall’incombenza di un nuovo e più feroce consumismo, quello sentimentale.

Ad ulteriore riprova, se ce ne fosse ancora bisogno, che l’amore delle donne vince sempre .

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