INTERVISTA AL COMPOSITORE MAURIZIO MALAGNINI PER IL FILM PETER & WENDY IN CONCORSO AL PARMA INTERNATIONAL MUSIC FILM FESTIVAL

 
Una rivisitazione del celebre romanzo Peter Pan in chiave moderna, il film  Peter & Wendy di Diarmuid Lawrence è ambientato al Great Ormond Street Hospital Charity, (l’ospedale legato a Peter Pan in quanto l’autore J.M. Barrie donò tutti i diritti del suo lavoro a questo istituto) e racconta la storia di una dodicenne malata di cuore in attesa di un intervento che cambia la sua vita immaginando la propria versione dell’ “isola che non c’è”.
Tra gli interpreti del film anche Stanley Tucci, nella parte di Capitan Uncino.
Stanley Tucci è Capitan Uncino
Stanley Tucci è Capitan Uncino

La colonna sonora del lungometraggio inglese ha la firma di un compositore italiano, Maurizio Malagnini, che dopo essersi formato in Italia sta avendo diversi riconoscimenti all’estero.

Vive e lavora a Londra e ha firmato le colonne sonore di serie televisive molto popolari nel Regno Unito.
Il film è in questi giorni in concorso al Parma International Music Film Festival.
 
In che modo hai affrontato il lavoro per la colonna sonora di Peter & Wendy?
Peter and Wendy è un film ispirato alla storia di Peter Pan di J. M. Barrie, ma allo stesso tempo è la storia di una madre che deve affrontare il rischio di perdere la figlia per una operazione al cuore.
E’ proprio da questa storia della madre che ho cominciato a creare il mondo della musica di Peter and Wendy, un suono intimo e raccolto e pieno di calore come solo l’amore di una madre può essere.
Quello che rende lo colonna sonora e anche il film unico e’ come il mondo del romanzo di Barrie si crea solamente nei sogni e nella fantasia dei bambini: e’ proprio questo contrasto tra il mondo dell’ospedale e il sogno dei bambini che rende la musica a tratti intima e quasi bianco e nero e a tratti vivida e ricca di colori, come in un libro illustrato.
Questo contrasto tra i due mondi e’ stata la sfida più grande di questa colonna sonora ma anche la cosa piu’ emozionante e una grande fonte di ispirazione: suonare la stessa melodia nei due mondi aveva un suono completamente diverso un colore e un significato espressivo contrastante.

Ci sono dei compositori che ti hanno ispirato o prendi come modello di riferimento per costruire il tuo percorso artistico personale?
peter-and-wendy-1Si, io credo nella frase di Newton “If I have seen further it is by standing on the shoulders of giants” ossia, la tecnica vera si impara dai giganti che ti aiutano a vedere oltre – Bach, Beethoven, Debussy, ma anche soprattutto
da un punto di vista espressivo dai grandi operisti italiani.
E allora da Rossini ho imparato l’arte dei crescendi, da Bellini il sublime respiro delle lunghe melodie infinite, da Verdi la forza prorompente della scrittura drammatica, da Puccini la sensibilità armonica e la dolcezza espressiva.
Sicuramente anche J Williams, James Horner ed Ennio Morricone hanno influenza in quello che scrivo: ma soprattutto penso sia una grande responsabilità della mia generazione e di chi e’ nato negli anni 70 di non lasciare scomparire la vera scrittura carta e penna, il vero contrappunto, la ricchezza della scrittura orchestrale che abbiamo imparato dai grandi maestri nati negli anni 30.
Da questo punto di vista sono orgoglioso della mia colonna sonora per Peter and Wendy perché riesce ad essere contemporanea nei momenti più moderni del film e allo stesso tempo a continuare quel rapporto tra opera e Hollywood che la musica per film ha avuto da Korngold in poi.
L’anno scorso hai ricevuto un importante riconoscimento per un tuo lavoro. Che cosa significa per un compositore italiano lavorare all’estero?
L’anno scorso ho ricevuto una Nomination per L’Emmy Award: questo significa che la Television Academy Americana ha considerato il mio lavoro per  “The Paradise” tra i migliori 5 al mondo.
E’ una grande soddisfazione perché con quel progetto ho potuto davvero esprimermi liberamente e ho avuto incredibili risorse dalla BBC che non avrei avuto in Italia, come la possibilita’ di registrare per 96 ore con la BBC Concert Orchestra piu’ di 10 ore di musica per le 16 ore della Serie TV “The Paradise”.
Penso sia un momento molto emozionante per i compositori per film/TV perche’ la televisione sta diventando uno strumento per raccontare delle storie bellissime e profonde nella forma delle Serie TV. E’ il momento questo in cui le serie TV riescono a entrare nel cuore degli spettatori anche piu’ dei film, per la loro capacita’ di farci legare ai personaggi che incontriamo di settimana in settimana e che vediamo cambiare,  crescere e che sentiamo vivi.
Sono molto orgoglioso di essere il compositore della Serie TV “Call The Midwife” che e’ la Drama piu’ vista nel Regno Unito con piu’ di 11 milioni di spettatori e prodotta da Neal Street, compagnia creata da Sam Mendes il regista di “American Beauty” e “Skyfall”.
Penso che quello che piace ai produttori e ai registi della mia musica sia il calore tutto Italiano che avvolge il mio modo di scrivere e il modo in cui riesco a portare gli spettatori al centro della storia, spesso con una sensibilità e una cantabilità nella musica che e’ tipica credo dei compositori Italiani.
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Chi sono
Milanese trapiantata a Fidenza, si è diplomata alla Scuola di Cinema di Milano. Ha lavorato in teatro in qualità di regista e assistente alla regia e per tre anni ha tenuto corsi di teatro ai detenuti all’interno del carcere di Como. Ha pubblicato diversi racconti in antologie con ARPANet Edizioni e ha collaborato con alcune testate giornalistiche. Si occupa dell’ ufficio stampa del festival cinematografico Parma International Music Film Festival di Parma. Ha pubblicato tre libri: Piccole storie dei sette giorni, Fornelli metafisici e Ricettario Patafisico (Graphofeel) e le plaquette Elogio del ruttino (Babbomorto) e Le lacrime di Ra (Aulino)
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Milanese trapiantata a Fidenza, si è diplomata alla Scuola di Cinema di Milano. Ha lavorato in teatro in qualità di regista e assistente alla regia e per tre anni ha tenuto corsi di teatro ai detenuti all’interno del carcere di Como. Ha pubblicato diversi racconti in antologie con ARPANet Edizioni e ha collaborato con alcune testate giornalistiche. Si occupa dell’ ufficio stampa del festival cinematografico Parma International Music Film Festival di Parma. Ha pubblicato tre libri: Piccole storie dei sette giorni, Fornelli metafisici e Ricettario Patafisico (Graphofeel) e le plaquette Elogio del ruttino (Babbomorto) e Le lacrime di Ra (Aulino)
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