Sguardo da bello e dannato ma dall’animo dolce, Mirko Petrini ci racconta come ha fatto ingresso nel mondo degli artisti,  e le sue idee in proposito

PetriniNasce a Fermo nel 1975. Inizia facendo spot pubblicitari e lavorando a teatro, al cinema e alla televisione. Tra i diversi lavori, ricordiamo  miniserie e fiction tv dove ha avuto parti  da coprotagonista o protagonista tra cui: ‘Commesse’,  ‘Ho sposato un calciatore’, Gente di mare 2′, ‘Sangue caldo’ e ancora ‘Il sangue e la rosa’. In teatro ha interpretato il ruolo di Abele, nel musical ‘Caino e Abele‘ e quello di Gesù  in ‘Gesù e Romeo’.  Per il cinema ricordiamo  la partecipazione ai film ‘Ultimo stadio’ e ‘Il piacere di piacere’ di Luca Verdone e ancora,  ‘Ma l’amore… sì’ di Tonino Zangardi.

La sua versatilità lo trasporta dalla recitazione al canto con estrema naturalezza, divenendo la voce di un gruppo dall’essenza rock: Mercutio, che attualmente registra a Londra. Proprio un brano della band, è stato scelto per un film in uscita al cinema.

Mirko, ci spiega come mai da un po’ di tempo non la vediamo in televisione?

Semplicemente perché sto seguendo un mio progetto da qualche anno e mi ha portato a vivere a Londra; é un progetto rock quindi leggermente distante dalla fiction, ecco perché. Ma c’è da dire che la stessa domanda mi veniva posta anche quando facevo teatro, spesso sembra che non essere in tv significa la morte di un artista.

Ma  ha messo da parte la recitazione?

Assolutamente no, ho lavorato come attore tra cinema e teatro per almeno sedici anni. Come si dice: impara l’arte e mettila da parte.” (ride).

Quando è nato in lei l’interesse per la recitazione?

Quando vidi una stupida scena di due attori che piangevano disperati, allorché mi chiesi come facessero a piangere così bene. Non c’era internet dalle mie parti, e non potevo informarmi granché quindi domandai ad un amico del mio paese, il mondano del paese, se conoscesse qualche scuola di recitazione, e la sua risposta fu: ‘se vuoi sciare non puoi stare in Marocco, devi andare in montagna, nel nord.’ In parole povere o Roma o Milano. Optai per Roma, e cominciai a seguire corsi di recitazione.

C’è qualcosa che non le piace del  mestiere dell’attore?

Tutto quello che non è il mestiere. Insomma, il set è figo, il palco è figo; tutto ciò che riguarda immagine, pubbliche relazioni e l’industria intorno, non lo amo. Amo scoprire un personaggio, interpretarlo, ma a fine replica o alla parola stop, si torna a casa.

Lei ha fatto cinema, teatro, televisione… c’è qualche personaggio che ha interpretato a cui si sente di somigliare?

Non posso e non voglio somigliare a nessun personaggio. I personaggi è bello interpretarli e basta.

L’affinità con il personaggio e il mondo interno dell’attore è qualcosa che mette in pratica? (metodo Stanislavskij per intenderci) 

Assolutamente no; non ho mai interpretato personaggi che mi hanno devastato l’anima.

Be’, so che a volte succede che gli attori si identifichino coi personaggi.

Quando si lavora forse, sì. Sai mi è capitato di assistere a scene imbarazzanti; ad esempio, dopo un provino per uno spettacolo teatrale, vidi una ragazza piangere, e credendo che  stesse male le chiesi cosa avesse, e la sua risposta fu: ‘scusami, ma sto uscendo dal personaggio.’ Spesso il metodo ha fatto danni; in Italia poi, dove spesso si ha il copione due giorni prima di andare sul set (televisivo), quale lavoro intenso puoi fare sul personaggio (…). (ride)

Gli attori italiani del momento secondo lei sono bravi? Pensa vi sia qualcuno  rimasto in ombra?

Di attori in ombra ce ne sono tantissimi, e di bravi anche: Elio Germano, Giovanna Mezzogiorno, Pier Francesco Favino etc. Il problema è alla base, c’è ‘un’industria malata’, ci sono produttori senza soldi, distributori ed editori che vogliono solo quelle facce e tanti altri problemi che si riscontrano continuamente. Credo che la tv a mano a mano sparirà, basta guardare gli ascolti, scendono continuamente, a parte qualche caso classico, ma sta scemando.

C’è un attore attuale o del passato che ama? Perché?

L’unico ed inimitabile Alberto Sordi e ho detto tutto, anche il perché; mi ha fatto ridere sognare e piangere. Lui rappresenta l’Olimpo.

La frase ‘Il cinema italiano è in crisi’ pensa corrisponda alla verità oppure  è un po’ un luogo comune?

Che è in crisi sicuramente, rispecchia la situazione generale del paese ma poi c’è chi ci marcia, ad esempio ci sono pseudo – produttori che ti chiamano per dirti: ‘la parte è tua, ma i soldi non ci sono.’ Capisci? Per gli attori o i musicisti, i soldi non ci sono mai, ma per aprire una società e fare un nuovo brand con macchinone, sì.

Interpreterebbe mai, se glielo proponessero, un ruolo simile a quello di ‘Christian Grey’ il personaggio del film 50 Sfumature di Grigio in uscita a febbraio (primo di quella sorta di trilogia di libri erotici che ha fatto impazzire molte donne).

Non dico mai di no, previa lettura del copione; il libro sinceramente non mi ha mai ispirato ma magari hanno fatto un bel film.

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Tornerà a recitare a breve?

A breve non credo. Per ora sono in giro con la mia band Mercutio a presentare il nuovo disco. Suoneremo in Inghilterra e scenderemo in Italia dal 18 Ottobre partendo da Viterbo. La cosa molto divertente è che un brano del nostro Album esattamente ‘No Compromise’ é stato inserito in ‘L’esigenza di unirmi ogni volta con te’   film di Tonino Zangardi con Claudia Gerini e Marco Bocci in uscita al cinema in primavera;  essere stati scelti da Tonino ci ha fatto molto piacere.

Mirko, grazie per la simpatia e la disponibilità. Un’ultima domanda: essendo in possesso di una bacchetta magica, c’è qualcosa per cui la utilizzerebbe?

“Sì! Avere un governo eletto dai cittadini e possibilmente completamente nuovo, con 2.500 euro di stipendio al massimo.”

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Chi sono
Calabrese, laureata alla Lumsa di Roma. Ha seguito diversi master tra cui i più interessanti uno di spagnolo, e uno di giornalismo culturale; è anche mediatore civile professionista. Lavora nel campo della formazione e scrive articoli culturali, sportivi e di turismo.
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Calabrese, laureata alla Lumsa di Roma. Ha seguito diversi master tra cui i più interessanti uno di spagnolo, e uno di giornalismo culturale; è anche mediatore civile professionista. Lavora nel campo della formazione e scrive articoli culturali, sportivi e di turismo.
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