Non buttiamoci giù: la recensione del film di Pascal Chaumeil

805

Non buttiamoci giù, dal 20 marzo al cinema il nuovo film del regista Pascal Chaumeil tratto dal bestseller di Nick Hornby.

Nick Hornby e il cinema stanno diventando sempre più un tutt’uno!

Lo scrittore inglese autore di 8 romanzi è al quarto adattamento sul grande schermo di un suo lavoro. A far da apripista fu “Febbre a 90°” nell’ormai lontano 1997 con un giovane Colin Firth,  cui fece seguito “Alta Fedeltà” tre anni dopo con John Cusack.

Persino in Italia due anni fa “E’ nata una star?”, racconto edito da Guanda, venne scelto dal regista Lucio Pellegrini per tirarne fuori un film con la coppia Papaleo/Littizzetto.

Impossibile infine dimenticare il successo di “About a boy”con Hugh Grant e Toni Collette, madre del problematico Marcus.

Proprio Toni Collette, al fianco di Pierce BrosnanAaron Paul e Imogen Poots è protagonista del nuovo film del regista Pascal Chaumeil “Non buttiamoci giù”, tratto dall’omonimo romanzo.

I quattro nell’ordine sono nella finzione Maureen, Martin, J.J e Jesse.

Non si conoscono ma la notte di capodanno si ritrovano, ognuno per motivi diversi, all’ultimo piano di una dei grattacieli più alti di Londra con l’intento di farla finita gettandosi nel vuoto.

Questa riunione inaspettata li priva di quella solitudine che certamente non li avrebbe fatti esitare, per questo stringono un patto con l’intento di non riprovarci almeno fino al giorno di San Valentino (un’altra delle date in cui è più alto il tasso di suicidi).

Dovrebbe essere una commedia sull’amore, l’amicizia, la solitudine e le fragilità umane condita da quell’umorismo caustico dell’autore britannico.

Uso il condizionale perché il film riesce ad esserlo solo per brevi tratti sorretto da una sceneggiatura, quella di Jack Thorne, che fa acqua in più punti mescolando troppi generi diversi tra loro non riuscendo a renderli quasi mai omogenei.

Le situazioni di per sè davvero improbabili cui ci mette di fronte la storia, con la penna e il talento di Hornby riescono comunque ad essere credibili ed autentiche, cosa che non accade nella trasposizione cinematografica del regista francese dove tutto appare un pò costruito e artefatto.

Benché gli attori ce la mettano tutta ed io dopo 10 minuti sia già innamorato di Imogen Poots e del suo viso sbafato dal mascara sciolto dal pianto, non riesco a seguire il film come vorrei.

Toni Collette ha la meglio sugli altri tre attori protagonisti per la sua bella interpretazione di una donna alle prese con un figlio disabile trovando un equilibrio perfetto.

Ci sono momenti in cui si ride e altri in cui pure ci si emoziona. Su tutti quello di spensieratezza quando i quattro si concederanno una vacanza a Tenerife per sfuggire ad una stampa avida di pettegolezzi.

Quattro persone unite da una amicizia che è nata dalla conoscenza delle proprie debolezze. E’ forse questo l’istante più intenso perché quasi mai siamo capaci di rivelare davvero noi stessi e le nostre fragilità persino a chi consideriamo davvero un amico.

Loro invece lo fanno e in quel frangente, malgrado tutti i loro problemi, riusciamo pure ad invidiarli.

Io la mia l’ho detta, non esco entusiasta dalla proiezione.

Il tempo dei giudizi ora è a voi,dal 20 marzo, distribuito da Notorious Pictures, il film arriverà nelle sale di tutta Italia.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.