Non è detto che mi manchi: il romance di cui avevamo bisogno

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Fosco lavora nella redazione di un giornale per cui recensisce videogiochi, mentre continua a sognare di avere l’occasione di vedere, un giorno, concluso il game a cui sta lavorando da anni, che subisce i rallentamenti dovuti alla vita e, soprattutto, all’idea di dover rinunciare ai propri sogni per accontentare quelli della fidanzata, Gaia.

Emilia è una modella, una ragazza bellissima che vive contando i like sui suoi profili social, basando tutta la sua esistenza sul suo aspetto fisico, anche grazie ad una madre-tiranno che l’ha convinta che non ci sia nient’altro che sappia fare. Quando Emilia viene scelta per essere la star di una rubrica settimanale dello stesso editore della rivista per cui lavoro Fosco, le vite dei due ragazzi subiranno una svolta che nessuno dei due aveva neanche lontanamente immaginato.

Questa, in breve, è la trama di Non è detto che mi manchi, l’ultimo romanzo di Bianca Marconero, edito da Newton Compton.

Sebbene la trama, a leggerla così, non faccia presagire nulla che possa attirare un’attenzione particolare in mezzo alla proposta romance del mercato romance italiano, è la scrittura dell’autrice a fare la differenza. Una scrittura che scorre sulle pagine come il proverbiale fiume in piena, che travolge e ti trasporta lontano dal luogo in cui ti trovi quando apri il libro.

Al tempo stesso, tuttavia, è una scrittura che è perfettamente consapevole di sé, che sceglie le parole più adatte per descrivere personaggi e situazioni, senza ricorrere a facili esercizi di stile né a ricatti emotivi di cui il genere è pieno. Bianca Marconero racconta la sua storia con l’impellenza di chi vuol raccontare qualcosa di importante, senza costringere il lettore a provare sentimenti forzati, lasciandolo libero di muoversi tra carta e inchiostro.

Pur facendo affidamento ad alcuni topoi del genere – la ragazza bellissima, l’uomo dal fisico scolpito – Bianca Marconero usa questi stereotipi con un’intelligenza tale da riuscire a ribaltarli, dando ad essi una dimensione reale e, per questo, condivisibile. L’empatia, dunque, ne risulta arricchita: Fosco ed Emilia sono due volti di un genere che vive di luoghi comuni e stereotizzazioni.

Bianca Marconero, tuttavia, non si accontenta di essere solo una voce tra le tante che urlano dagli scaffali rosa delle librerie: la scrittrice ci dona un romanzo consapevole di se stesso e del genere di appartenenza, ribaltando persino la prospettiva all’interno della coppia. Addio all’uomo bello e crudele, l’orso che grugnisce parole per nascondere un cuore dolce. Addio alla ragazza bella e vuota, che vive solo in attesa di trovare un uomo.

Non è detto che mi manchi - Copertina
Non è detto che mi manchi – Copertina

Non è detto che mi manchi è la storia di due personaggi che hanno difetti e debolezze, che soffrono e che sbagliano, che sono lontani dall’essere perfetti e che, proprio per questo, sono così affascinanti. Pieno di omaggi al cinema legato alle commedie sentimentali made in Hollywood – Notting Hill su tutti – Non è detto che mi manchi è una lettura che divorerà la vostra attenzione e il vostro tempo e che vi ruberà un pezzo di cuore anche alla grande attenzione che Bianca Marconero pone alla costruzione di un mondo popolato da personaggi da cui è difficile separarsi.

Non solo i due protagonisti, ma anche i comprimari, rappresentati alla perfezione da Alessandro e Alice, personaggi pieni di crepe e di cose non dette, di fallimenti e decisioni sofferte. Se vi piacciono le storie d’amore e i libri ben scritti, Non è detto che mi manchi è il libro che fa assolutamente per voi.

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Chi sono
Collaboratrice , La Nouvelle Vague Magazine
Nata a Roma, si innamora perdutamente della capitale che le ha dato origine e finisce col diventare una tifosa appassionata della squadra di calcio della città. Ha cominciato a scrivere quando era molto piccola: dopo aver visto Edward Mani di Forbice di Tim Burton, ha scritto una storia breve per cambiare il finale triste della pellicola. Da allora non ha mai smesso. Nel tempo libero legge un mucchio di romanzi, organizza viaggi (se sono in Francia tanto meglio) e compra montagne di smalti colorati.
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Collaboratrice , La Nouvelle Vague Magazine
Nata a Roma, si innamora perdutamente della capitale che le ha dato origine e finisce col diventare una tifosa appassionata della squadra di calcio della città. Ha cominciato a scrivere quando era molto piccola: dopo aver visto Edward Mani di Forbice di Tim Burton, ha scritto una storia breve per cambiare il finale triste della pellicola. Da allora non ha mai smesso. Nel tempo libero legge un mucchio di romanzi, organizza viaggi (se sono in Francia tanto meglio) e compra montagne di smalti colorati.
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