One Love Manchester, l’evento organizzato in soli dieci giorni da Ariana Grande per ricordare le vittime dell’attentato del 22 maggio scorso e dare sostegno alle famiglie rimaste coinvolte, è stato paragonato a Live Aid. Se per alcuni aspetti è molto di meno, per altri in realtà è stato molto di più di Live Aid. Quest’ultimo era organizzato per combattere la fame nel mondo.

Qualcosa di piuttosto lontano dal mondo occidentale. L’evento di ieri sera invece in qualche modo toccava tutti noi in prima persona. Toccava i 50 mila partecipanti, si suppone molti dei quali presenti al concerto di Ariana Grande la sera dell’attentato.

Toccava chi lo seguiva dai social e dalle tv di mezzo mondo perché ogni singolo spettatore non può non sentirsi coinvolto in quanto sta accadendo in Europa. E non può non averne abbastanza, essere stanco di avere paura ogni volta che ci si muove da casa.

Manchester

Sul palco con Ariana

Indipendentemente dai gusti musicali (Ariana Grande ha chiamato diversi idoli dei giovanissimi come Miley Cirus , Justin Bibier, Little Mix), si è rimasti incollati allo schermo per tutta la durata (peraltro contenuta) dell’evento. E ogni intervento aveva qualcosa di emozionante.

Robbie Williams che a stento riesce a cantare “Angels” preso dalla forte emozione, Pharrel Williams che duetta con Miley Cirus in una scatenata “Happy”. Magnetica e grandissima Katy Perry che lancia il suo ruggito “Roar” contro la paura.

Delicati gli interventi di Miley Cirus e di Justin Bibier, cresciuti parecchio nello stile. Molto emozionati anche i Black Eyes Peas: will I am e soci, accompagnati da Ariana Grande, si chiedono “where is the love”.

E poi il grande finale, esplosivo forse più per mestiere che nelle intenzioni, dei Coldplay.

Il gruppo di Chris Martin non si risparmia per nulla, prima proponendo quella che è diventata l’inno di speranza di Manchester “Don’t look back in anger”, non guardare indietro con rabbia, il grande successo dei concittadini Oasis (e la sorpresa, almeno qui, non c’è stata), poi le loro canzoni da “Fix you” a “Viva la Vida” a “Something just like this”.

ManchesterInfine la sorpresa (a metà). Liam Gallagher sale sul palco, enorme giaccone antipioggia arancione. Ma è solo. Piccola delusione nella sorpresa, mischia canzoni di Oasis al suo primo singolo solista “Wall of glass” e si fa accompagnare alle chitarre (elettrica e acustica) da Chris Martin e Jonny Buckland.

E poi lei, la piccola grande Ariana, nascosta in una felpa commemorativa di tre taglie più grande di lei, jeans a caso e tronchetto altissimo che saltella fuori e dentro il palco, padrona di casa coinvolta suo malgrado in una grande tragedia. Ariana canta tutto e quando può con tutti.

Anche un poco riuscito duetto con Miley Cirus in “Don’t dream it’s over” canzone del 1986 dei Crowded House (in Italia “Alta Marea” di Venditti), dove la piccola dai lunghi capelli tentenna nelle prime  strofe, sostenuta da una divertita Miley.

Uniti nel nome della musica

Ariana, sostiene il ruolo e l’emozione, con il pianto che continua a cacciare indietro fino alla fine, fino a quando, usciti (quasi) tutti gli artisti intervenuti, da sola propone una significativa “Over the Rainbow”. La luna illumina lo stadio e i volti dei giovanissimi che non vogliono più vivere nel terrore.

La musica non risolve. Ma, almeno, aiuta anche questa volta, a sentirci uniti

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Chi sono
Responsabile della Redazione Milano e Autrice La Nouvelle Vague Magazine
Giornalista pubblicista dal 1988 (critico musicale e spettacolo per quotidiani, mensili femminili e musicali), inizia la sua storia professionale come ufficio stampa nel campo della musica e dello spettacolo con uno dei più grandi promoter italiani, Franco Mamone, noto, tra gli altri, per i tour di Springsteen e Sting oltre che per essere stato manager della PFM. Inizia infatti con lui nel 1989 l’attività, tra i pochi consulenti del settore della comunicazione allora in circolazione. Da quel momento collabora con molti promoter italiani per tourneé italiane di cantanti italiani (Ramazzotti, Jovanotti, Carboni, Raf, Antonacci, 883) ed internazioni (U2, Springsteen, Sting, Dire Straits, Paul Mc Cartney, David Bowie, Michael Jackson, Sex Pistols, Cure, Kiss, Metallica, Bob Geldof), festival rock come Sonoria e Gods of Metal ed eventi (per Rai Due si occupa della promozione del Cantagiro 1992 – con Fiorello – e 1993). E’ ufficio stampa di Francesco de Gregori, Enrico Ruggeri, Riccardo Cocciante, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Antonello Venditti, Lucio Dalla, Angelo Branduardi, Litfiba. Collabora esternamente con Emi Music Italy, con la quale contribuisce al lancio italiano di Coldplay e Gorillaz e agli album di Robbie Williams, Paul Mc Cartney (con incontro stampa a Milano) ecc.. e con diverse etichette indipendenti. Dal 1990 al 2001 è collaboratrice di Mario Luzzatto Fegiz del Corriere della Sera con il quale firma, per tre stagioni consecutive, il programma di Radio2 Rai “Fegiz Files”. Sempre con Fegiz, oltre a seguire la sua normale attività di critico musicale, lancia le prime collane di musica allegate al quotidiano quali “Cantautori Italiani” e “Musica per Sempre”. Si occupa, sempre per Radio2 de “I concerti dai Magazzini Generali di Milano” per tre stagioni consecutive. Negli ultimi anni ha lavorato sempre come consulente comunicazione, pr, promozione giornali, radio tv anche con importanti tour teatrali come “Notre Dame De Paris” (2003 da diretta tv Rai1 e tour 2004) ,“Tosca Amore Disperato” (tour 2004) “Cirque Du Soleil-Saltimbanco” (2004 Milano e Roma), Joaquin Cortes (2005) Arturo Brachetti “L’uomo dai 1000 volti” (2007). Dal settembre 2009 a gennaio 2013 è ufficio stampa del Teatro degli Arcimboldi di Milano. Nel 2010 ha seguito, sempre come ufficio stampa, le produzioni del Teatro delle Erbe (Divina commedia, Caveman, Christmas show). Ha assunto l’ufficio stampa del tour 2011 del decimo anniversario di “Notre Dame De Paris” e nel 2012 ufficio stampa di “Peter Pan il Musical” per Il Sistina. Nel 2013 è’ ufficio stampa dell’evento “Sensation Source of light” in esclusiva per l’Italia il 13 aprile 2013; di “Siddharta il Musical” e della pièce teatrale “Apnèa” Nel 2014 consulente comunicazione del musical “Spring Awakening”
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