Roberto Angelini - Ph Simone Cecchetti

Da Gattomatto a Propaganda Live, da Sanremo a Il cancello nel bosco, Roberto Angelini è uno dei cantautori più amati in tutta la penisola grazie al suo stile originale dimostrato durante tutta la carriera. Carriera che lo ha portato al suo esordio nel 2001 con l’album Il Signor Domani e alla partecipazione, nello stesso anno, a Sanremo Giovani con l’omonimo brano e si aggiudica il Premio della Critica “Mia Martini”.

In occasione del suo nuovo disco Il cancello nel bosco, uscito dopo quasi 10 anni dal suo Phineas Gage, abbiamo avuto il piacere di incontrare Roberto Angelini e scoprire l’uomo dietro la chitarra .

1. Roberto Angelini è oramai diventato uno dei nomi più conosciuti in Italia. Se dovessi incontrare qualcuno che non ha mai sentito parlare di te, come ti presenteresti e cosa diresti che ti ha spinto ad intraprendere questa carriera?

Roberto Angelini - Ph Simone Cecchetti
Roberto Angelini – L’artista crede nella musica come valore comune, infatti ha visto importanti collaborazioni con artisti come Max Gazzè, Niccolò Fabi e molti altri

Beh intanto devo ammettere che ho ancora la fortuna di incontrare qualcuno che non mi conosce. E parlo di fortuna perché vuol dire che mi trovo in una situazione di fama sostenibile, il giusto mix per vivere una vita normale e continuare a fare il lavoro che amo.

Comunque, per rispondere alla domanda, ho scoperto che in questi casi mi basta pronunciare la parola “Gattomatto”. Appena lo faccio, le persone impazziscono ricordando quel tormentone di vent’anni fa e collegando il me ragazzino in canottiera con il me moderno. Praticamente un’altra vita che però si è rivelata necessaria per diventare la persona che sono oggi.

2. Gli ultimi anni hanno profondamente modificato il modo di lavorare di chiunque. Come è cambiato il tuo lavoro e come ha influito sul tuo “Il cancello nel bosco”?

Non posso negare che sia stata una fase difficile per tutti, me compreso, soprattutto durante i mesi di lockdown totale. Sebbene questo questo disco non sia figlio di quel periodo in particolare, dato che era già pronto ben prima del COVID, comunque è stata una scelta difficile farlo uscire in questi tempi.

Lo dico non tanto per una logica di promozione o simili ma perché per me la musica è indissolubile dall’aspetto live e dall’esperienza diretta. I servizi on-demand come Itunes, Spotify e via dicendo, per quanto utili, non li sento proprio in linea con me.

3. A proposito del tuo nuovo disco, ammetto di essere rimasto colpito dalla tua versione de “L’isola” dato che sembra dargli un tono molto più intimo rispetto a quella di Emma. Cosa significa per te questo brano e cosa ti ha spinto a proporlo nel tuo disco?

Roberto Angelini - Ph Simone Cecchetti
Roberto Angelini – Scopre la passione per la musica anche grazie al nonno mecenate

Ma in realtà ammetto che è la seconda volta che mi capita di riproporre un mio brano. L’ho voluta inserire nel disco perché, riascoltandola, mi sono accorto di quanto mi piacesse quindi, una volta presa la decisione e aver contattato Emma per chiederle se le andava bene, mi sono messo subito al lavoro per inserirla ne Il cancello nel bosco.

4. Lo so che probabilmente te lo avranno chiesto mille volte ma non posso non chiedertelo. Come è lavorare a Propaganda Live con Zoro, Makkox e tutto il resto del gruppo?

Delle esperienze televisive che ho avuto, Propaganda Live si pone ad un livello completamente irraggiungibile perché vuol dire lavorare nell’assurdo con persone altrettanto assurde e con cui scopri di aver sviluppato fin da subito un rapporto di amicizia che va ben oltre quello professionale e sicuramente oltre le telecamere. Il più delle volte ho la sensazione di trovarmi sul palcoscenico di un teatro invece che in uno studio televisivo.

Non ho paura di dire che tutto questo è merito di Diego (Bianchi ndr) e della sua incredibile capacità di far muovere in sinergia queste schegge impazzite di satira e musica con l’impegno del gruppo e il mai assente chiasso romano generale.

5. Un’ultima domanda e poi ti lascio andare. Cosa prevedi per questo 2022 e quali sono i tuoi progetti?

Roberto Angelini - Ph Simone Cecchetti

Sicuramente spero che questo 2022 sia un anno più tranquillo del 2021. Chiaramente i progetti in cantiere non mancano, tra cui una colonna sonora, alcune collaborazioni, tra cui una con i Deproducers, e ovviamente Propaganda Live fino giungo.
La mia speranza più grande risiede comunque in quest’estate e nella possibilità di suonare finalmente dal vivo!

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