Ispirato al classico romanzo di Hermann Hesse, da cui trae il titolo, Siddharta il musical è il cammino e un viaggio introspettivo che racchiude le gioie e le sofferenze dell’animo umano alla ricerca della vera essenza della vita raccontato attraverso la storia del principe Siddharta.

Adattato e diretto dalla cantautrice IsaBeau è  in scena dal 3 al 6 Gennaio al teatro Brancaccio per poi proseguire in tour nei vari teatri d’Italia.

Lo spettacolo ripercorre  un viaggio virtuale e spirituale tra gli scenari e la cultura indiana attraverso proiezioni scenografiche ad effetti speciali che contribuiscono a rendere possibile un viaggio immaginario, con un richiamo e un mix di energie, di colori e sonorità delle etnie indiane e della contemporaneità che si alternano tra i momenti di solenne riflessione e gli stati d’animo tormentati, tra gli acuti delle musiche liriche e i ritmi concitati del rock.

Gli interrogativi sulla nascita, sulla sofferenza e sulla morte, sono i punti cardine e i passi dell’esistenza di ciascuno che durante la vita si trova a dover affrontare, e che innescano in Siddharta la voglia di guardare in profondità e al di fuori degli agi e delle ricchezze in cui vive, interpretato da Giorgio Adamo, il quale è riuscito in maniera sapiente e nella giusta armonia a trasferire le varie sensazioni interpretate nei diversi momenti sulla scena.

I due atti in cui è suddiviso lo spettacolo mettono in evidenza le tappe fondamentali dell’anima e del cammino di Siddharta sottolineando il percorso di ricerca interiore, dalla nascita, allo sfarzo,  all’amore condiviso con Khamala (Caterina Desario), emozioni e certezze su cui l’uomo adagia la propria esistenza, per poi prendere coscienza della realtà nascosta oltre le apparenze, fatta di drammi e di sofferenze come la morte, e lo stato di un animo inquieto alla ricerca dell’illuminazione che conduce alla felicità. Duelli e lotte interiori combattuti in scena tra le coreografie e il corpo di ballo,  mettono in contrasto la forza fisica con la volontà umana di libertà.

Toccanti sono alcuni momenti chiave dello spettacolo: la conversazione con l’amico Govinda, portato in scena da Michelangelo Nari, a cui il protagonista confida l’insofferenza recata dalla superficialità e dai beni materiali di cui non si sente appagato; e l’incontro con il barcaiolo, che si designa uno tra i momenti significativi della messa in scena interpretato da Gaetano Caruso, colui che si rivelerà il vero Saggio che insegnerà a Siddharta ad ascoltare il fiume, e di non aver timore nella vita nel perseguire e cercare uno scopo, ritenuto l’unico motivo che rende effettivamente liberi. La metafora del fiume che riflette lo scorrere della vita, in cui tutto torna, è un insegnamento quest’ultimo che si rivela nella scoperta del  protagonista di avere un figlio, il quale si mostra come specchio dei suoi comportamenti passati e delle sofferenze prodotte un tempo da lui stesso e che a distanza tornano ad affacciarsi sulla propria pelle.

Un musical in cui compaiono le parole di ricerca e di semplicità per essere felici e liberi, attraverso la voce di Paolo Scheriani nel ruolo di Siddharta giunto in un età matura, che funge da raccordo muovendosi in mezzo al pubblico come un fascio di luce che ripercorre i tratti salienti e di riflessione di un cammino che solo giunti ad una piena consapevolezza può fare, in uno spettacolo che impara l’amore e insegna ad amare in cui l’unica ricchezza è quella dell’anima.

Sul palco, oltre ai succitati :   Chiara Sarcinella (Regina Maya), Roberta Serrati (Regina Amita), Paolo Gatti (Il Re Shuddodana), Katy Desario (Kamala), Daniele Arceri  (Ishan), Renato Capalbo  (Gothama), Margo’ Volo  (Nisha), Benedetta Imperatore (Yashodara), Michela Plos  (Il figlio).

Il tour prosegue al Teatro degli Arcimboldi di Milano dal 7 al 17 Febbraio.

 

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Author Details
Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .
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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .

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