In questi ultimi giorni di vacanze natalizie con un lungo fine settimana ancora da affrontare, il vento gelido e le presunte bufere di neve, il modo migliore per passare il tempo è andare al cinema.

Si va bene, è una frase fatta, un attacco di servizi giornalistici più o meno precotti o riciclati. Ma resta pur sempre, il cinema, un buon modo per trascorrere due ore della giornata.

Se poi si va a vedere un film spensierato e divertente lo è ancora di più.

No niente cinepanettoni, mai come quest’anno fanalino di coda del box office italiano (beh forse gli spettatori sono piuttosto stufi di battute volgari e storie trite e ritrite). Se volete qualcosa di leggero e di divertente non potete non andare a vedere SING, nuova produzione animata della Illumination, la casa americana che ha dato i natali ai Minions per intenderci.

Scordatevi che sia un film per bambini come alcuni critici scrivono in questi giorni  solo per il fatto che sono cartoni animati e che ha per protagonista degli animali.

Chris Meledandri, patron della Illumination e vero genio del marketing e della comunicazione (i suoi buffissimi pupazzi gialli e blu – a cui lui stesso dà la voce – hanno letteralmente invaso il mondo con il loro linguaggio universale, miscuglio di lingue e gesti che li rendono comprensibili in tutti e cinque i continenti, dove BANANA resta banana in ogni lingua. Disney orgogliosamente lo nominerebbe suo degno erede) ha prodotto un musical cartoon di tutto rispetto, partendo dalla sua stessa storia personale di bambino i cui genitori lo portavano a vedere i film di Woody Allen, Peter Sellers e la Nouvelle Vague (ahahah non noi, il genere cinematografico francese…).

Cultura che gli è rimasta addosso crescendo tanto da farlo diventare in pochissimo tempo il Re Mida dell’animazione.

Come Chris, il protagonista di SING è Buster Moon, un koala cresciuto con la passione del teatro e diventato negli anni proprietario e impresario teatrale. Non di grande successo a dire il vero.

Il suo teatro è in forte crisi, pieno di debiti, fatture da pagare e banche che lo minacciano di sequestro del bene.

Buster così organizza un attualissimo talent canoro per mettere in piedi uno spettacolo di successo il cui vincitore otterrà 1000 dollari di premio…che per errore della sua anziana segretaria diventeranno 100.000 dollari sui volantini pubblicitari.

La coda per l’audizione è lunghissima: tanti sono i talenti veri e presunti.

Tra i primi  verranno selezionati una maialina, Rosita, che nella vita tiene a bada 25 figli e un marito routinario e distratto. Per il suo aspetto sciatto però Moon la accoppierà con il frizzante ed esuberante maialino Gunter. Poi il topolino Mike, egocentrico, squattrinato, furfantello ma crooner di prima grandezza che si infilerà in un mare di guai.

Johnny giovane gorilla dalla voce di velluto che fa parte (suo malgrado) della banda di ladri guidata da suo padre, situazione che finirà in un mare di guai ma con un risvolto familiare positivo.

Infine Ash, una giovane istrice rockettara che si presenta al provino con il suo compagno (il duo canta nei pub, dove lei però è relegata al ruolo di seconda voce), ma viene scelta da sola da Moon che ne riconosce invece il talento.

Tra i protagonisti anche due pecore milionarie, Nana il soprano che incanta Buster da piccolo e suo nipote Eddie.

Questo l’inizio di un film ricco di colpi di genio, spettacolo e musica di altissimo livello.

Come “Carry that Weight” cantata dalla giovane Nana (la voce è di Jennifer Hudson), o Venus della coppia di maialini Rosita e Gunter (voci di Reese Witherspoon e Nick Roll), My Way interpretata dal topo Mike (voce di Seth MacFarlane), o ancora una travolgente “I’m still standing” del gorilla Johnny che suonerà il piano meglio di Elton John (voce di Taron Egerton). E questo è il punto a sfavore dei bambini, che non conoscendo né canzoni né interpreti non possono, loro malgrado, gustare completamente il film.

La produzione di Sing non si è risparmiata nel dare le voci agli animali.

Oltre ai citati non mancano i premi Oscar Matthew MacConaughey che presta voce (e recitazione) al koala protagonista Buster Moon e Scarlett Johansson voce rock della porcospina Ash.

E non si è risparmiata neppure  per la canzone dei titoli di coda “Faith” interpretata da Stevie Wonder e Ariana Grande, nella speranza che quest’anno si aggiudichi quell’Oscar come canzone originale strappatogli tre anni fa a “Happy” (Cattivissimo me 2) di Pharrell Williams (stravenduto in tutto il mondo), dalla melensa “Let  it go” di Frozen).

In sala quindi si divertono più gli adulti che i bambini.

Ma questo capita da tempo con molti titoli di film di animazione blockbuster.

Per fare qualche titolo “Zootropolis”, un’altra storia di animali cittadini,  “Inside Out” che ha fatto commuovere molti adulti. Andando più indietro i due episodi di “Cars” (in uscita il terzo il cui trailer ricorda quelli molto oscuri dei Batman di Nolan), il primo Monster, il primo Era Glaciale, il primo Madagascar.

Tutti titoli certamente pensati per i bambini ma che hanno ampiamente apprezzato e seguito anche gli adulti (prossimamente in uscita Lego Batman, ispirato moltissimo alle vicende dell’uomo pipistrello e dei suo personaggi, di difficile comprensione quindi per i bambini che non conoscono vicende e personaggi – e i Batman di Bale e Affleck).

E la Illumination produce questi film con intelligenza ed estro, battendo su questo anche produzioni più note come la Pixar.

Il prossimo appuntamento con i personaggi di Meledandri sarà ad agosto con il terzo capitolo delle avventure di Gru di Cattivissimo me (nella speranza di un secondo Minions)

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