Continua il nostro viaggio alla scoperta del meraviglioso mondo di “Spring Awakening” attraverso i ragazzi del cast, in attesa della ripresa del tour che partirà dal Teatro Menotti di Milano dal 12 al 30 novembre.

 

Dopo Federico Marignetti, oggi conosciamo Andrea Simonetti.

 

Andrea ti sei diplomato nel 2011 all’ M.T.S e il palco di Spring Awakening è stato i tuo debutto nel panorama del musical italiano. Com’ è stato il tuo primo provino per questo spettacolo?

Il mio primo provino per Spring Awakening è stato qualcosa di inaspettato e che non avevo mai visto in Italia fino a quel giorno, un modus operandi molto diverso dalla solita routine dove ognuno ha avuto il giusto spazio per potersi esprimere al meglio delle proprie possibilità. Non solo a livello di tempistica, ma anche nella relazione tra candidati e commissione. A questo poi sono susseguiti quelli che normalmente sarebbero stati chiamati “Call back”. Ma anche qua mi hanno di nuovo piacevolmente stupito, in quanto sono stati strutturati sotto forma di workshop. In questo modo non solo siamo potuti andare a lavorare su noi stessi, ma abbiamo anche avuto la possibilità di andare ad approfondire il testo dell’opera. Un’esperienza per adesso unica che spero di poter ripetere in futuro, perché tutto questo lavoro ci ha aiutato moltissimo sia nel formare ed unire il nostro gruppo di lavoro che ad una ricerca più approfondita sull’opera e sul singolo personaggio.

Tu interpreti Ernst Robel. Parlaci del tuo personaggio.

Ernst è il personaggio più piccolo tra i ragazzi ed è ingenuo, o meglio non ha nessuna idea di cosa sia esattamente l’amore e sopratutto il sesso. E’ consapevole di provare attrazione per un ragazzo, ma non se ne fa né problemi né domande né colpe, tant’è che lui sogna di diventare sacerdote. Ernst ama seguendo quello che dice il suo cuore, nulla più, e non puoi di certo sbagliare se segui il sentimento. Il suo punto di crescita e svolta è rappresentato dal funerale, dove viene a contatto con la vita reale. Lì si accorge davvero cosa significhi perdere qualcuno e questo lo cambierà.

Definisci in una frase la tua esperienza in Spring Awakening.

Una forte crescita personale e artistica.

Perchè bisogna venire a teatro a vedere Spring Awakening? Invita il nostro pubblico.

Spring Awakening è un esperienza che segna chiunque ne venga a contatto. Per lo spettatore in sala è sia una carezza che un pugno: ti fa ridere, piangere e sopratutto ti fa riflettere quando meno te lo aspetti. Il tutto aiutato dalla formidabile Band dal vivo che accompagna lo spettacolo. Affronta tematiche forti, anche scomode, ma sempre purtroppo attuali nonostante l’opera teatrale alla quale il musical si ispira risalga al 1891 e la nostra produzione lo abbia ambientato negli anni ’30 del XX secolo. Insomma, un esperienza imperdibile sopratutto perché totalmente diverso da qualsiasi musical abbia solcato il panorama italiano fino ad oggi. Vedere per credere.

Grazie Andrea. Tutte le informazioni sul tour visitando www.springawakening.it

Ed ecco un altro estratto video dalla conferenza stampa.

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