Star Wars Gli ultimi Jedi

Pur avendo incassato nella prima settimana di programmazione quattrocento cinquanta milioni di dollari, l’ottavo capitolo della interminabile saga di Star Wars non sta piacendo ai fans. O ai nerd del film, se vogliamo.

E’ di queste ore la notizia di una petizione firmata al momento da 15.000 seguaci che chiedono l’annullamento della pellicola e il rifacimento della stessa, rea di aver infranto il “buonismo” dell’eroe dell’intera saga, Luke Skywalker (Mark Hammil).

Noi lo abbiamo visto da non fan della saga, da semplici fruitori del cinema.

Avevamo lasciato due anni fa il nuovo personaggio Ray (Daisy Ridley), una disperata cercarottami del pianeta desertico Jakku, che dopo aver in parte sconfitto in una durissima battaglia di spade laser il nuovo cattivo Kylo  Ren (Adam Driver), scova il solitario Luke Skywalker, autoesiliatosi su un pianeta verde e rigoglioso.

E li abbiamo lasciati con due mani a mezz’aria: Ray tende LA (si maiuscolo) spada a Luke.

E li abbiamo lasciati pieni di interrogativi: Ray sarà la figlia di Luke? Luke tornerà a combattere con i ribelli? Kylo Ren , così cattivo da aver ucciso il proprio padre Han Solo (Harrison Ford), è sconfitto?

Ora, cercando di non “spoilerare” (anche se oramai sul web si trova tutto), per chi non lo ha ancora visto, diciamo che i colpi di scena sono davvero tanti in un film lunghissimo (due ore e trenta).

Uno, anche se molti hanno scritto che il film si sviluppa su due trame diverse: da una parte l’eterna battaglia tra Ribelli e Cattivi, con in primo piano sia i nuovi personaggi Poe (Oscar Isaac), Finn (John Boyega), BB8, una nuova vice comandante (Laura Dern), un nuovo soldato Rose (Kelly Marie Tran) sia la figura della principessa Leia (Carrie Fischer nella sua ultima interpretazione) e il droide C- 3PO (Antony Daniels) ; dall’altra il ritrovamento da parte di Ray di Luke Skywalker e lo sviluppo di una storia particolare che porta a scoprire cosa ha fatto Luke al nipote Ben Solo (alias Kylo Ren). Da una parte quindi lo spettacolo della battaglia, dall’altro il tormento psicologico di Luke e Kylo.

Ed è proprio Kylo Ren il vero protagonista di questo film. Kylo che con la sua doppia personalità, con la sua fragilità, con la sua voglia comunque di emergere, vuole fare piazza pulita di tutto, buoni e cattivi e ricominciare tutto daccapo.

Chiedendo aiuto a Ray, più votata a riportarlo nel bene che ad unirsi a lui.

Non essendo noi particolarmente legati alla saga e ai suoi antichi personaggi, ci sentiamo di dare ragione a Kylo Ren (Adam Driver qui è bravo, ma ha dato prove migliori di attore in altri film come “Silence”), Per andare avanti in un certo senso bisogna ammazzare i padri. Il problema è che lui non vuole solo farlo metaforicamente.

Pur essendo un film nel complesso piacevole (anche se la recitazione degli attori non è proprio il massimo) il regista Ryan Johnson ha tradizionalmente indugiato troppo sulla battaglia iniziale (pare debba esserci sempre e per forza), lunga e noiosa, e tradizionalmente purtroppo farcito il dialogo di battute ironiche inutili, quasi fastidiose (anche qui Leila commenta di nuovo, questa volta con Luke, la sua nuova acconciatura…).

Spazio anche al sentimentalismo come l’incontro tra Luke e R2-D2, la breve comparsa del saggio Yoda, gli scambi sensuali di occhiate e parole tra Ray e Kylo Ren (a questo punto auspichiamo ad una loro unione), il bacio di Rose a Finn (ma Finn non si stava legando a Ray?), in una sorta di Beautiful galattica.

Anche il finale lascia la storia in sospeso. L’ultimo Jedi è davvero sparito? Quale saranno le prossime mosse di Kylo Ren? Ci sarà un futuro per la Resistenza?

Dobbiamo aspettare di nuovo due anni per il nuovo capitolo. Sempre che la FORZA dei fan sia così potente da indurre la produzione a riscrivere l’Ultimo Jedi.

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