TACT Festival partito con grande sprint. Il festival di teatro promosso da CUT, l’associazione culturale che già da più di trent’anni si occupa di promozione teatrale nel territorio triestino.

All’interno della manifestazione orbitano diverse compagnie provenienti da vari paesi europei e non e per una settimana queste compagnie convivono, condividono e si confrontano. Un misto tra la dimensione di festival e quello della residenza artistica.

La settimana di queste compagnie, scorre tra workshop e dibattiti; momenti di convivialità e aggregazione musicale. Il tutto grazie all’enorme contributo sia della pubblica amministrazione che dei privati, tutte forze che, in sinergia, hanno deciso di sostenere il TACT Festival.

 

Già dalle 18.00 il, TACT Festival, inizia con Orphans, un intenso testo con la regia firmata da Stefan Schweigert, risultato del Max Reinhardt e l’Accademia Drammatica presso l’Università di Vienna; un seminario nato alla fine dell’ottocento.

Dopo Orphans, TACT Festival prosegue con la band Noodles, composta da Riccardo Gargiulo, Alessandro Anese e Luigi Farina, i quali si esibiscono in una performance che scorre da gli anni ’70 fino ai ’90; tra grandi classici come dei Pink Floyd il tutto voce chitarra e percussione, contribuendo con la loro musica a creare quella piacevole atmosfera aggregante, prima di accedere al secondo spettacolo.

Alle 21.00 è stata la volta di Clownessi, uno spettacolo di (stra)ordinaria follia. Clownessi è lo spettacolo che il CUT – Centro Universitario Teatrale di Trieste ha portato in scena. Clownessi, per la regia di Antoine Innocente, è una scommessa, una provocazione o semplicemente un invito al sogno, con tutto ciò che di surreale, assurdo, paradossale quel sogno può contenere. Sulla scena ci sono loro, i clown, con le loro peculiarità fisiche, la loro mimica, il trucco vistoso e colante, i capelli scompigliati, i vestiti sgangherati: la scenografia volutamente scarna e le luci creano una serie di quadri che rimangono annidati nella mente dello spettatore così come le musiche, create dallo stesso regista, si fanno strada nella memoria, dando vita ad un “carillon di ricordi”.  Non c’è una storia, un filo conduttore, uno spettacolo nel senso tradizionale del termine ma c’è presenza e necessità viscerale di esprimere la propria caotica ma vitale creatività.

Inutile andare a scovare una logica, una trama: bisogna lasciarsi andare, farsi trascinare nel mondo della (stra)ordinaria follia del regista e della (stra)ordinaria capacità dei ragazzi di uscire dagli schemi, buttando le vesti ordinarie della quotidianità per indossare l’abito informe di un’immaginazione senza confini. Clown che si reinventano, studenti che si mettono in gioco in un sogno che fuoriesce dalla mente del regista Antoine Innocente per mostrarsi con audacia e fierezza davanti al pubblico. In Clownessi non sembrano esserci nessi se non nel titolo ma forse il vero collante di questa impresa è proprio la libertà da qualsiasi tipo di vincolo, di regola: «polvere di vita creativa», «eterni turisti, tesori nascosti che si rivelano all’improvviso come amore».

Undici sono gli spettacoli della rassegna in programma presso il Teatro Stabile Sloveno che fino a sabato 28 maggio andranno in scena in lingua originale (con sovra-titoli in lingua italiana e inglese).

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Chi sono
Collaboratrice , La Nouvelle Vague Magazine
Giuliana Tumia, studentessa triestina classe 1989, è laureata con lode in Italianistica all’Università degli Studi di Trieste. Nel suo percorso accademico ha cercato di mantenere un fertile connubio tra l’impostazione letteraria del proprio corso di studi e l’interesse specifico verso la drammaturgia e gli studi teatrali, passione coltivata da anni come collaboratrice in progetti di formazione nelle scuole, frequentatrice assidua dei teatri e attrice amatoriale. Negli anni ha inoltre collaborato scrivendo recensioni teatrali su alcuni blog e giornali locali.
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Collaboratrice , La Nouvelle Vague Magazine
Giuliana Tumia, studentessa triestina classe 1989, è laureata con lode in Italianistica all’Università degli Studi di Trieste. Nel suo percorso accademico ha cercato di mantenere un fertile connubio tra l’impostazione letteraria del proprio corso di studi e l’interesse specifico verso la drammaturgia e gli studi teatrali, passione coltivata da anni come collaboratrice in progetti di formazione nelle scuole, frequentatrice assidua dei teatri e attrice amatoriale. Negli anni ha inoltre collaborato scrivendo recensioni teatrali su alcuni blog e giornali locali.
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