Dal 15 gennaio al 3 febbraio al Teatro dei Conciatori è in scena “Il Grande Mago”, regia di Giuseppe Marini, fresco della finale del Premio Riccione (uno dei più importanti premi teatrali italiani).

Un  appassionante monologo che racconta il lungo e doloroso viaggio della metamorfosi di un transessuale, Andrea.

Andrea s’innamora, soffre, ride, prega,  piange, incontra ostacoli, supera pregiudizi e dubbi.

Andrea diventa padre, diverso dagli altri papà, unico nel suo genere, ma che sa amare alla follia suo figlio.

Vittorio Moroni (sceneggiatore di Crialesi), ispirandosi ad una storia vera, racconta  il tema del gender, universo ancora poco conosciuto, in maniera limpida e diretta, che, abbinata alla raffinata ed essenziale scelta registica di Giuseppe Marini e alla straordinaria interpretazione di Luca De Bei, crea un momento di “alto “ teatro.

“Io sono un errore. Un errore di nome Andrea. Femmina in corpo di maschio. Tu sei il Grande Mago, creatore di ogni cosa. Io in te ci credo, e ti domando: Perché? E’ stato davvero un errore oppure è un castigo? Non posso stare qui, fermo davanti ad uno specchio deforme. Nessuno accetta il viaggio che sto facendo, un viaggio lungo e pauroso. Rimedierò all’errore e diventerò quello che sono. Forse sarò solo alla fine del cammino. Forse questo è il mio destino…”  racconta Andrea.

Il palco è occupato da una grossa pedana nera con sopra un’unica sedia dalla quale Luca De Bei azzera i confini tra attore e personaggio, portando il pubblico “altrove”, nello spazio intimo d’Andrea, femmina in corpo di uomo, che ama le donne.

Violento, ironico, commovente, solare, crudo. “Il Grande Mago” regala agli spettatori una storia di coraggio ed amore, mettendo a tacere facili banalità e  luoghi comuni.

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