Grande è l’attesa per il  bus rosa di Priscilla la regina del deserto che fa tappa a Roma dopo aver conquistato le platee e i prestigiosi palchi di Sidney, Londra, Broadway e Milano, ripagata da un tripudio travolgente di luci, colori, lustrini e paillettes.

Un’atmosfera spumeggiante in grande stile, che coinvolge e incanta per la maestosità delle scenografie, la particolarità e stravaganza dei ben oltre 500 costumi,  e delle coreografie incentrate sulle musiche dei maggiori successi internazionali degli anni 70 ed 80 suonate dal vivo.

Scarpa e rossetto dalle enormi dimensioni aprono le scene al centro del palco, come le sorprendenti  Divas  (Elena Nieri, Loredana Fadda, Valentina Ferrari ) calate dall’alto e dalla potenza vocale impressionante, oltre l’immancabile Priscilla, il bus, che accompagna le tre drag queen Bernadette (Simone Leonardi), Tick (Antonello Angiolillo) e Felicia (Mirko Ranù) nel viaggio da Sidney ad Alice Springs.

Cambi di scene, di costumi e di situazioni rapide e in un ritmo forsennato che affascina per l’impatto visivo con un mix di energie dello straordinario cast, diretto da Simon Phillips, tra suoni, movimenti coreografici e colori, accompagnati da dialoghi e battute esilaranti e pungenti al tempo stesso, colorite e dai toni accesi ma che non risultano mai essere volgari.

Un musical, Priscilla la regina del deserto, che sa condensare momenti delle divertenti follie a spunti di riflessione in maniera semplice, diretta e non patetica.

Un impatto quest’ultimo che colpisce in maniera inaspettata, e per questo di effetto, che tramuta per il solo tempo necessario l’atmosfera goliardica in momento di riflessione, per poi riprendere nell’immediato il clima brillante e divertente.

Di forte impatto è l’offesa al mondo gay che appare come colpo di scena sul bus, a dimostrazione dei sentimenti di  intolleranza verso il prossimo e della pochezza mentale di chi l’ha azionata e di quanti la sostengono.

Una lezione impartita a fine spettacolo, dalla purezza e dalla maturità dimostrata da un bambino, Benji, che non contempla la parola “diverso” e che riconosce, seppur in abiti differenti e non ridicoli, l’amore e l’affetto di un padre che rimane ai suoi occhi il migliore.

Un coinvolgimento totale del pubblico che si ritrova ad essere protagonista di una grande festa che continua a sorprendere anche a fine spettacolo. E per Priscilla è trionfo.

Il musical è tratto dal film vincitore di un Academy Award  “The Adventures of Priscilla Queen of the Desert” di Stephan Elliott e Allan Scott

 

Il cast, oltre ai  già citati,  è composto da:

Maurizio Arena, BOB

Valeria Belleudi, MARION

Giada D’Auria, CYNTHIA

Elisa Musso, SHIRLEY

Andrea Rossi, MISS UNDERSTANDING

Pedro Antonio Batista Gonzalez,  JIMMY

Luca Buttiglieri, FARRAH/YOUNG BERNADETTE

Gianluca Briganti, FRANK

E con  Nicola Ciulla, Giuseppe Galizia, Salvatore Maione, Matteo Faieta, José Antonio Dominguez, Thomas Signorelli, Mauro Coloru, Diego Capitani, Marco Di Palma, Claudia Dell’Utri, Martina Pezzoli, Roberto Daniele Maone, Alessandro Martini, Mattia Paravani, Gersi Azizi

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Author Details
Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .
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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .

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