Una delle medicine più antiche della terra tutt’ora praticata, nata in India ma studiata e approfondita  anche in Occidente.

Roberta RiccaE’ l’Ayurveda, la “scienza della vita” che conia filosofia e pratica nella ricerca dell’armonia tra corpo, mente e spirito secondo le precise caratteristiche fisiche e psicologiche di ogni individuo.

Il libro “Ayurveda: ricette di cucina, ricette di bellezza” (Graphofeel Edizioni) cerca un approccio semplice a questa arte medica millenaria, pur chiarendo le basi su cui si fonda e dando molti interessanti consigli pratici per la salute e il benessere.

L’autrice è Roberta Ricca, che ha alle spalle una carriera trentennale in RAI prima come aiuto regista, poi come regista, lavorando ai programmi più noti dell’emittente pubblica: dal Festival di Sanremo ad Uno Mattina, da Domenica In ai grandi concerti di musica classica.

Ma la sua passione riguarda le discipline orientali ed è andata a cercarle alla fonte.

Si è infatti diplomata in Yoga e Ayurveda presso la “Yoga Vedanta Forest Academy” di Rishikesh e la “Siby’s Kerala Traditional School of Ayurveda” di Bhagsunag, India.

Ci spieghi in breve i principi su cui si fonda l’ Ayurveda?

L’Ayurveda si basa su un principio fondamentale: l’individuo viene prima della malattia.

Se, per esempio, un paziente accusa problemi al fegato, il medico ayurvedico non si concentrerà come prima cosa sulla cura dell’organo, applicando un protocollo di analisi e terapie uguale per tutti quelli che soffrono dello stesso disturbo.

Studierà, invece, in strettissima collaborazione col paziente, le vicende personali di quest’ultimo, il suo regime alimentare, le sue relazioni col prossimo e coll’ambiente nel quale vive, i suoi sogni, i suoi desideri, le sue paure.

Solo allora interverrà, anche con medicine, ma soprattutto suggerendo graduali cambiamenti nello stile di vita, primo responsabile dell’insorgenza della malattia.

Per ogni costituzione ci sono rimedi diversi?
Roberta Ricca
Roberta Ricca

Sì, i rimedi sono differenti per ogni costituzione.

L’analisi e la determinazione della specifica costituzione individuale sono fondamentali nella pratica ayurvedica. Gli elementi che formano il macrocosmo sono gli stessi riconoscibili nel microcosmo, in questo caso nell’essere umano.

A seconda della presenza maggiore o minore di questi elementi l’individuo appartiene ad una costituzione o ad un’altra. Di conseguenza, anche il trattamento da adottare cambia radicalmente.

Si può dire che in questa tradizione millenaria si fondono medicina e filosofia?

L’Ayurveda è anche un sistema filosofico, come attestano i Veda, gli antichissimi testi indiani sui quali si basa.

Ma è una filosofia coi piedi ben piantati per terra, che non perde mai di vista il proprio fine essenziale: il benessere fisico, mentale e spirituale dell’individuo.

Il tuo libro parli sia di cibo che di ricette di bellezza. Quali sono gli elementi più salutari per ogni costituzione? Ci puoi fare qualche esempio?

Un detto di Charaka, uno dei padri fondatori dell’Ayurveda, recita “Quello che è cibo per un uomo è veleno per un altro”.

Un’alimentazione sbagliata è la prima causa della maggior parte delle malattie.

E poiché, come si diceva, siamo tutti differenti, anche la dieta e le abitudini dovrebbero variare.

Ad esempio, una persona dalla costituzione di “fuoco” (“Pitta”) farà bene ad evitare le spezie più piccanti, consigliatissime invece a chi ha una costituzione “d’acqua” (“Kapha”).

D’altra parte, quest’ultimo dovrebbe praticare attività dinamiche e sport fisicamente impegnativi, mentre un “Vata” (aria) dovrebbe rifuggirne.

Gli esempi sarebbero innumerevoli, nel libro ne riporto molti, sia riguardo l’alimentazione che lo stile di vita in generale.

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Chi sono
Milanese trapiantata a Fidenza, si è diplomata alla Scuola di Cinema di Milano. Ha lavorato in teatro in qualità di regista e assistente alla regia e per tre anni ha tenuto corsi di teatro ai detenuti all’interno del carcere di Como. Ha pubblicato diversi racconti in antologie con ARPANet Edizioni e ha collaborato con alcune testate giornalistiche. Si occupa dell’ ufficio stampa del festival cinematografico Parma International Music Film Festival di Parma. Ha pubblicato tre libri: Piccole storie dei sette giorni, Fornelli metafisici e Ricettario Patafisico (Graphofeel) e le plaquette Elogio del ruttino (Babbomorto) e Le lacrime di Ra (Aulino)
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Milanese trapiantata a Fidenza, si è diplomata alla Scuola di Cinema di Milano. Ha lavorato in teatro in qualità di regista e assistente alla regia e per tre anni ha tenuto corsi di teatro ai detenuti all’interno del carcere di Como. Ha pubblicato diversi racconti in antologie con ARPANet Edizioni e ha collaborato con alcune testate giornalistiche. Si occupa dell’ ufficio stampa del festival cinematografico Parma International Music Film Festival di Parma. Ha pubblicato tre libri: Piccole storie dei sette giorni, Fornelli metafisici e Ricettario Patafisico (Graphofeel) e le plaquette Elogio del ruttino (Babbomorto) e Le lacrime di Ra (Aulino)
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