La giungla in cui viviamo, che chiamiamo anche società civile, non ammette i perdenti e il quieto vivere. Presentato al Festival internazionale del Film di Roma e nelle sale da ieri “Buoni a nulla” di Gianni Di Gregorio (“Il pranzo di ferragosto” e “Gianni e le donne”) è una commedia garbata che suggerisce con il sorriso l’adattamento alla sopravvivenza di chi è mite d’animo, magari rispetta il prossimo, le regole e vorrebbe utopisticamente che il resto del mondo agisse allo stesso modo.

Gianni (interpretato dallo stesso regista) è un valido rappresentate di questa categoria in estinzione. Sorride al risveglio spalancando le finestre, innaffia la piantina, e fischietta mentre si reca al lavoro, ormai prossimo alla pensione. Ma una mattina, con una delle tante circolari statali che dall’oggi al domani cambiano le carte in tavola in tema di riforme, gli viene comunicato che dovrà lavorare altri tre anni, per giunta in una succursale periferica dell’azienda. Non potendo fare ricorso, scontrandosi con fogli di Excel e rendiconti mai visti prima nella sua mansione di addetto al “tutto e niente”, la salute accusa il colpo. Il compagno della ex moglie, dentista-psicologo mancato, lo indirizza per il suo bene verso una nuova filosofia di vita: quella di stare calmo ma di concedersi una dose di arrabbiatura quotidiana. Dalle discussioni con i condòmini, all’agente immobiliare che vuole spacciare un buco di casa con vista sul raccordo anulare come la sistemazione ottimale, ai parcheggi selvaggi e agli automobilisti noncuranti del pedone che attraversa sulle strisce, allo scavallare la fila, etc. sono tante le “piccole” libertà altrui che sviluppano il lato intollerante di chi non è predisposto per natura a fare il furbo.

Gianni tramanderà questo verbo al suo collega d’ufficio e sodale Marco (Marco Marzocca), un caso che sembra irrecuperabile. Infatuato perso della procace vicina di scrivania (Valentina Lodovini) al punto di fare gli straordinari per ultimare i compiti rifilati non solo da lei, ma anche dall’arrivista incapace che cerca solo di ingraziarsi la direttrice col suo cagnolino viziato.
Il film può sembrare a tratti buonista per chi non riesce a cogliere questo necessario processo di incattivimento, Gianni di Gregorio fa un cinema vecchio stampo che qui non manca di stereotipi fantozziani. Parafrasando  la massima altruistica “porgi l’altra guancia” potrebbe diventare “porgi l’altro gancio”. Scazzottate metaforiche contro i soprusi, si intende.

Regia: Gianni Di Gregorio. Con: Gianni Di Gregorio, Marco Marzocca, Valentina Lodovini, Daniela Giordano, Gianfelice Imparato, Marco Messeri, Camilla Filippi, Anna Bonaiuto. Italia, 2014 Distribuzione: BIM. Durata: 90′

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