Presentato alla stampa presso il Cinema Adriano di Roma, il nuovo lavoro di Fausto Brizzi “Indovina chi viene a Natale?”.

Prodotto da Wildside con Colorado Film Production, il film sarà distribuito nelle sale italiane da Medusa Film dal 19 dicembre prossimo in 650 copie.

Tornato alla regia dopo “Pazze di me” uscito a gennaio 2013, Brizzi si getta nella accesa sfida dei film natalizi con un cast che vede alcuni degli attori più cari al pubblico di casa nostra.

Erano tutti presenti alla conferenza stampa, ad eccezione della sola Angela Finocchiaro che nel film veste i panni della moglie di Diego Abatantuono(Giulio).

Claudia Gerini(Chiara), sorella nella finzione di Abatantuono, frequenta da un po’ di tempo Claudio Bisio, nella speranza di aver trovato finalmente , nel bravo maestro elementare, l’uomo giusto per lei.

Cristiana Capotondi, sua nipote, è fidanzata da poco con Francesco (Raoul Bova), un ragazzo che ha recentemente perso entrambi gli arti superiori  dopo un incidente occorsogli mentre era intento a salvare una bambina che stava per finire sotto ad un tir ( ma sarà proprio così?).

Claudio Buccirosso è Antonio, sposato con Elisa (Rosalia Porcaro)e fratello acquisito di Giulio e Chiara. Il figlio che loro padre, interpretato in un cameo da Gigi Proietti, ebbe da una relazione extraconiugale.

Tutti si ritrovano sotto lo stesso tetto nella villa, persa al gioco dal padre e riacquistata da Giulio, per festeggiare le festività natalizie.

“Volevo non snaturare la mia natura. Non volevo inseguire il film di Natale comico ad ogni costo ma volevo fare una commedia romantica e ho mischiato un po’ i toni creando un film che forse somiglia di più ad “EX”di qualche anno fa. Ci sono i buoni sentimenti, la risata pura e c’è anche il morto!” spiega Brizzi.

Raoul come ti sei preparato per questo ruolo?

“Il mio personaggio  si trova dentro questa famiglia un po’ folle e alla fine si fa trascinare dalla bella energia che la anima. Grazie a due persone che ho conosciuto prima di iniziare a girare e poi in seguito sul set, una ballerina diversamente abile Simona Aztori e  Andrea Postolo, sono stato aiutato davvero tanto. Alcune scene erano davvero difficili e con Fausto pensavamo che le dovesse fare qualcun altro al mio posto ma ho voluto dare un apporto di sincerità in più a questo personaggio. È stato importante che provassi a farlo io. La disponibilità di queste due persone nello spiegare come fare certe cose è stata fondamentale per cercare di capire come agire. Era importante far diventare tutto naturale, come quando parlavo con Simona e mi dimenticavo non avesse le braccia.”

Le commedie di Natale ma non solo,nell’ultimo periodo non sembrano più  alla ricerca della risata grassa ma tendono a recuperare la commedia pensosa e  anche sorridente. Come lo spieghi?

In realtà io ho fatto il mio solito film, col tono che mi viene naturale fare. Probabilmente non riuscirei a fare un film puramente comico come pure uno sentimentale senza contaminarlo con delle risate. L’unica differenza è che stavolta c’è il Natale di mezzo.

Qual è il concorrente che temete maggiormente al box office?

Il concorrente che temo di più è un gruppo di nani… Nel primo episodio ricordo mangiassero molto … Loro  sono ovviamente i più temibili. In generale spero  di fare un primo posto con il film di Neri Parenti e fregarli tutti quanti.

E Pieraccioni?

Pieraccioni non l’ho visto ancora e quindi in bocca al lupo a lui!

Indovina chi viene a Natale, un po’ come “Indovina chi viene a cena” ?  Li c’era una persona di colore e qui una disabile, cosa ne pensi Diego?

Io sarei Spencer Tracy quindi? I film si fanno con i registi, le sceneggiature e la passione. In questo caso mi pare che gli ingredienti giusti per far bene ci siano tutti compresa la qualità degli attori per un film corale. Qui difficilmente puoi scorporare una interpretazione dal resto del cast. La tematica della disabilità è vista sotto il profilo dell’affrontarlo dal vero. A  parole è semplice affrontare la questione mentre in pratica è un po’ più complicata. Sembrava un motivo di difficoltà inizialmente leggendo la sceneggiatura ma vedendolo e girandolo mi son reso conto fosse un trampolino importante per tutto il resto. Questo è un film per tutti!

Tu Raoul che ne pensi?

 Il personaggio quando mi è stato offerto, da una parte mi rendeva molto felice perché rappresentava una sfida molto affascinante. Ero un po’scettico su come sarebbe stato inserito all’interno di una commedia. Avevo dei timori per il rischio di interpretarlo in un modo offensivo per chi è portatore di handicap. Mi son fatto mille domande ma la sceneggiatura mi ha messo in una condizione di avere grande rispetto facendo emergere tutte le difficoltà che incontrano le persone che si rapportano con chi è diversamente abile. Spesso capita si abbia timore anche solo a guardare. Interessante e divertente è la reazione di tutta la famiglia davanti al mio personaggio. Spesso siamo abituati a non esser naturali con queste persone.

Buccirosso come ha costruito il suo personaggio? A cosa si è ispirato?

Ho  usato il mio modo di essere nella maniera più naturale possibile. Non ci sono riferimenti nè a personaggi né ad attori in particolare. C’è il mio solito modo di lavorare. Ho visto un personaggio che mi sembrava molto carino e simpatico nel suo costante affanno nel cercare affetto, nel cercare il suo spazio nella famiglia. La forza di voler  essere simpatico a tutti i costi e coinvolgere tutti mi ha ricordato alcuni Natale passati a casa mia. Non c’è stata una grande preparazione, era già tutto scritto ed è stato facile con un regista garbatissimo che rispetta il bagaglio di ognuno di noi.

 Il risveglio dall’incubo di Angela e Diego è un evidente siparietto in cui sono andati a ruota libera in una sfida a chi divertiva di più. È difficile tenere insieme tutte queste anime diverse, ma al contempo era uno spasso quando  giocavano a superarsi per chiudere la scena. Alcune di queste improvvisazioni sono rimaste nel film ed altre no, ha ammesso Brizzi.

Quanto ci avete messo a girare il tutto?

Ci abbiamo messo poco, le riprese sono durate solo otto settimane . La complicazione è stata climatica perché voi vedete un inverno innevato e noi abbiamo girato ad agosto. C’era una persona sul set che si occupava dell’aria condizionata di Diego, anche in esterni!! Abbiamo girato a Sacrofano e Diego mi  ha fatto subito la battuta, dopo aver girato Natale a Rio, a Beverly Hills e sul Nilo, proprio con me dovevate fare Natale a Sacrofano??   Solo la sequenza che c’è sulla neve è stata girata sullo Stelvio, anche questa ad agosto ma con un -4 gradi ad accompagnarci nelle riprese.

Claudia, mi è sembrato si sia divertita molto a girare questo film, come ad essere tornata alle atmosfere verdoniane di “famolo strano”. Cosa significa questo essere bionda di cui parla nel film?

Ci siamo divertiti tutti moltissimo, non solo io nonostante il caldo e nonostante tutte le complicazioni di dover girare un film corale con grandi attese. Con un matrimonio fallimentare alle spalle e due figli avuti da partner diversi, una carriera da cantante senza successo e un fratello che le fa anche da padre è una “bionda” del tutto ingenua. Bionda perché non s’accorge di nulla, neppure che i suoi figli stanno martorizzando il suo nuovo partner. Bionda perché la nostra storia è un po’ da cartoni animati, con Chiara che cade sempre dalle nuvole. E’ prima volta che lavorato in coppia con Claudio ed ha funzionato davvero bene!

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