Si è tenuto ieri sera, 18 Aprile, il più ambito premio cinematografico italiano. Giunto alla sua sessantesima edizione, rappresenta l’equivalente degli Oscar, premia ogni anno le migliori produzioni cinematografiche.

 

Una diretta Sky sobria e rapidissima ha permesso al grande pubblico di seguire la cerimonia di premiazione senza svenire davanti all’elettrodomestico parlante. Due ore e un quarto con soli quattro blocchi pubblicitari e la discreta presenza del main sponsor Mercedes-Benz. Inevitabile la considerazione che se la stessa cerimonia si fosse fatta in RAI, dodici ore dopo dovremmo ancora scoprire il vincitore.

La conduzione è stata affidata ad Alessandro Cattelan abituato a sostenere ritmi radiofonici, linguaggio giovane e rapido; tutti elementi che Sky sembra vedere di buon occhio visto che ormai è il loro conduttore di punta. Forse un pò meno “adatto” ai siparietti con Servillo o Pannofino, ma certamente a suo agio con i The Jackal.

David di Donatello 2016Tra i “big” a consegnare i premi per le diverse categorie, sono saliti sul palco Vittorio Storaro il quale ha consegnato il premio come miglior direzione della fotografia a Peter Suschitzky per Il racconto dei racconti di Matteo Garrone (nella cinquina: Luca Bigazzi per Youth di Paolo Sorrentino; Maurizio Calvesi per Non essere cattivo di Claudio Calligari; Michele D’Attanasio per Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti; Paolo Carnera per Suburra di Stefano Sollima)

Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo hanno consegnato i premi per la Miglior Scenografia Dimitri Capuani e Alessia Anfuso; mentre i Migliori Costumi a Massimo Cantini Parrini, tutti per Il Racconto dei Racconti. Film quest’ultimo che non s’è fatto mancare quello per le Migliori Acconciature e il Miglior Trucco rispettivamente a Francesco PegorettiDiego Prestopino e Migliori effetti speciali ad Andrea Eusebi, Elio Terribili, Andrea Giomaro di Makinarium.

Se Hollywood è l’industria del cinema, l’Italia ne è l’Artigianato

Immancabile il contributo video sull’importanza delle maestranze del cinema italiano. Un video che in pochi secondi, porta le lacrime agli occhi e che, almeno per quello, fa sentire fieri di essere italiani.

Ad omaggiare il Maestro Morricone, riparando anche alla gaffe del giovane Cattelan che per introdurre il momento fischietta il motivetto di Lo chiamavano Trinità di Micalizzi, dicendo

Se mi sentisse il maestro Morricone mi darebbe uno schiaffo

e bello forte!

aggiungiamo noi!

Sale sul palco Sumi Jo interpretando “C’era una volta il West“, l’interprete che ritira il premio anche per la Miglir Canzone Originale per Youth. 

E sarà sempre Youth ad aggiudicarsi un altro premio per la musica: Premio per la Miglior Colonna Sonora, consegnato da Nicola Piovani per David Lang (che non c’era!).

David di Donatello 2016
Claudio Santamaria, David di Donatello 2016 come Miglior Attore Protagonista

Migliore fonico di presa diretta. Francesco Pannofino ha premiato Angelo Bonanni per il film Non essere cattivo di Claudio Caligari.

Migliore montatore. Giuseppe Battiston ha premiato Andrea Maguolo con la collaborazione di Federico Conforti per Lo chiamavano Jeeg Robot.

Prima che Mainetti salisse sul palco a ritirare il premio come Miglior Regista Esordiente, assistiamo all’intervento intriso di ironia molto “anni novanta” del numismatico Michele Placido. Un intervento concentrato su come siano “pericolosi” per le generazioni precedenti, tutti questi giovani che fanno cinema e mentre lancia “scherzosamente” auspici poco fortunati a queste “mine vaganti” qualche telecamera inquadra qualcuno fare i tipici scongiuri del caso, con le proverbiali corna.

Sempre per Lo chiamavano Jeeg Robot una scarpetta di premi con sette riconoscimenti compreso il miglior esordio, miglior produttore (Mainetti) i due attori protagonisti, Claudio Santamaria e Ilenia Pastorelli, il miglior non protagonista, il “villain” Luca Marinelli;  la migliore non protagonista, Antonia Truppo e Il premio Mercedes-Benz Future Award.

Altra scarpetta di premi, più “tecnici” è quella toccata al film di Matteo Garrone Il Racconto dei Racconti, che oltre a quelli già citati (fotografia; costumi, scenografia, trucco, parrucco, effetti speciali) ha conquistato anche quello come Miglior Regista.

Lo chiamavano Jeeg Robot - Foto di Giulio Crisante

Lo chiamavano Jeeg Robot – Foto di Giulio Crisante

Lo chiamavano Jeeg Robot - Foto di Giulio Crisante
Lo chiamavano Jeeg Robot - Foto di Giulio Crisante
Lo chiamavano Jeeg Robot - Foto di Giulio Crisante
Lo chiamavano Jeeg Robot - Foto di Giulio Crisante
Lo chiamavano Jeeg Robot - Foto di Giulio Crisante
Lo chiamavano Jeeg Robot - Foto di Giulio Crisante
Lo chiamavano Jeeg Robot - Foto di Giulio Crisante
Lo chiamavano Jeeg Robot - Foto di Giulio Crisante
Lo chiamavano Jeeg Robot - Foto di Giulio Crisante
Lo chiamavano Jeeg Robot - Foto di Giulio Crisante
Lo chiamavano Jeeg Robot - Foto di Giulio Crisante
Lo chiamavano Jeeg Robot - Foto di Giulio Crisante

Il miglior film del 2016 è la commedia corale Perfetti sconosciuti, campione di incassi con più di 16 milioni di euro. Il suo regista Paolo Genovesi incassa anche la Miglior Sceneggiatura.

Alex Infascelli è stato premiato da Gabriele Salvatores per  ‘SIs for Stanley – Trent’anni dietro al volante per Stanley Kubrick’ come Migliore documentario

La corrispondenza di Giuseppe Tornatore ha vinto il David Giovani, votato da una giuria di 6mila giovani delle scuole superiori e delle università in Italia.

Miglior Cortometraggio Bellissima, regia di Alessandro Capitani;  Miglior Film dell’Unione Europea Il Figlio di Saul, regia di Laszlo Nemes;  Miglior Film Straniero Il Ponte delle Spie, regia di Steven Spielberg

La considerazione finale di questo Premio sembra quasi essere la fotografia di un certo tipo di cinema che vuole andare avanti, vuole crescere e lasciarsi contaminare; ma che di tanto in tanto è “costretto” a camminare con la testa rivolta al passato. Un po per termini di paragone un po perchè si fa sempre i conti con chi è pronto a sostenere che “si stava meglio quando si stava peggio”.

Una cosa è certa: di roba di cui poter essere orgogliosi, in questo ultimo anno al cinema, ne abbiamo visto tanta.

 

 

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