What the body does not remeber è il suggestivo spettacolo con cui Wim Vadekeybus e la sua compagnia Ultima Vez sono andati in scena mercoledì 20 all’Auditorium Parco della Musica sala Petrassi.

Dopo un esordio datato 1987, a New York Wim Vadekeybus e i compositori Thierry De Mey e Peter Vermeersch hanno ricevuto il celebre Bessie Award per “lo scontro brutale tra danza e musica”.

Quello a cui abbiamo assistito è sicuramente uno spettacolo duro, brutale, giocoso, ironico e a tratti ricco di suggestioni mitologiche e simboliche; un susseguirsi incalzante di quadri ognuno caratterizzato da un’unica matrice: lo scontro.

Due marionette legate da un filo invisibile ad una “parca” che ne determina i movimenti e anche il destino dall’esito ineluttabile, blocchi di gesso di diverse dimensioni che rappresentano “isole felici” e la salvezza per le figure che si muovono su di esse difendendole gelosamente dagli assalti di chi ne è sprovvisto, una giacca e poi degli asciugamani colorati diventano l’oggetto del desiderio in un caleidoscopico carosello.

Come nel mito di Apollo e Dafne, la ninfa, non gradendo le attenzioni eccessive del dio, si tramuta in albero. Così le danzatrici, dopo aver tentato di sfuggire, si paralizzano in posizioni plastiche. In tutti i quadri possiamo intravedere un richiamo nell’eterna lotta per la sopravvivenza.

Sono senza dubbio strepitosi sia i danzatori che le danzatrici, chiamati ad uno sfoggio di intensa fisicità sostenuta da musiche straordinarie.

In definitiva possiamo affermare che è stata, a distanza di 26 anni, una ripresa  degna del Maestro belga del Floor Work.

Attendiamo curiosi sabato 23 febbraio, sempre al festival Equilibrio, l’ultima creazione di Wim Vandekeybus: Per booty Looting.

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