Settembre è il mese delle (ri)partenze: scuola, lavoro, uffici e anche stagioni teatrali. A  Trieste, ai ranghi di partenza, il primo a dare inizio alle danze è lo Stabile Sloveno e lo fa con un grande classico del teatro shakespeariano.

Hamlet. Classico sì, ma non troppo.

Senza timore di smentita, possiamo affermare che Hamlet sia talmente un contenitore di metafore che, nonostante i suoi oltre 400 anni, sarà destinato a rimanere sempre un testo di incredibile attualità.

Facendo tesoro delle suddette premesse, lo Stabile Sloveno non delude le aspettative, proponendo una versione di un Amleto rock con un cast di giovanissimi e talentuosi interpreti.

La regia è firmata da Matjaž Farič il quale, insieme alla drammaturga Staša Prah, fa partire il racconto dalla camera ardente del vecchio Re Amleto morto, al cui cospetto sono tutti riuniti per celebrarne le esequie.

Su questo momento di raccoglimento, il regista, sceglie di indugiare molto e così facendo, attraverso quei silenzi, ognuno dei quali con contrizioni diverse, il pubblico già da subito ha chiari quali saranno poi gli aspetti caratteriali di ogni personaggio che guiderà attraverso il racconto.

Il giovane Hamlet e il dolore autentico

Il dolore di un figlio, di fronte alla perdita di qualcosa di insostituibile come un genitore, è incolmabile. Il giovane uomo che è Hamlet non rimane immune dall’annichilimento che si prova davanti a questo strappo dell’anima. L’unica cosa, per cui trova forza, è rannicchiarsi al fianco del padre per un ultimo abbraccio. Come un bambino. Perché non si smette mai di essere figli, neanche davanti alla perdita.

Hamlet
Hamlet Amleto SSG TSS 2018
Hamlet, ieri come oggi

Negli anni si sono spesi fiumi di discorsi su quanto le metafore contenute nel testo shakespeariano non passino mai di moda; dalla smania di potere all’inganno; dal senso di impotenza davanti a ciò che consideriamo ineluttabile alla sete di vendetta. La follia di Hamlet come metafora della follia dell’umanità. Quella follia che ci rende simili alle mosche che, intrappolate, battono contro il vetro illudendosi che sia una via di uscita. Una follia che conosce il suo apice compiendo un gesto insano, finendo poi per chiedersi come si sia arrivati a tanto.

Very rock, very dark e very young

Per raccontare perché è rock è sufficiente dire che le musiche sono firmate dai Laibach. Per chi ha la pazienza di scorrere sul web le informazioni sul gruppo di musica industriale, nato in Slovenia negli anni ottanta, capirà la pertinente e funzionale scelta musicale.

Le atmosfere sono quelle scure di chi trama nell’ombra. Di chi si nutre di risentimento e di chi cova vendetta.

Questa corte di Elsinore è composta da giovani talenti dalle notevoli capacità; stravolgendo quella rete di interpretazione classica a cui spesso si è abituati che vedono quarantenni a vestire i panni del giovane personaggio shakespeariano.

In questo allestimento Hamlet è interpretato dal ventinovenne Klemen Janežič. Interprete dal forte temperamento, probabilmente più vicino a quella che fu l’idea del Bardo.

Nei panni di Orazio, l’amico che tutti vorremmo, abbiamo molto apprezzato Tines Špik.

Ad interpretare Claudio Jan Bučar, la Regina Geltrude è Tina GunzekPolonio Primož ForteLaerte è Jernej Čampelj, mentre Ofelia è Sara GoršeVladimir Jurc è lo Spirito del vecchio Amleto. Miranda Trnjanin è Fortebraccio.

L’Amleto è anche questione di out fit

Rivisitazioni di kilt in pelle nera, chiodo da motociclista, grosse cerniere a vista; sneakers o stringate con plateau. Un mix che richiama la scena emo/underground londinese degli anni novanta (attualmente in revival per le strade delle nostre città). Il tutto viene fuori dalla creatività di Alan Hranitelj, il quale vanta nel curriculum prestigiose realizzazioni come quelle per il Cirque Du Soleil.

Per Ofelia avremmo voluto vedere un bustier, nella versione total black di quello di Jean Paul Gaultier per Madonna; ma ci siamo rifatti gli occhi con il costume di Fortebraccio. Decisamente monumentale, praticamente un’istallazione, tanto da rendere l’apparizione del personaggio un momento breve ma intenso.

In conclusione possiamo definire lo spettacolo, davvero, un ottimo inizio.

Sopra le righe, come il Teatro Stabile Sloveno, ormai ci ha abituati.

Le repliche proseguiranno fino al 6 ottobre. Tutti gli spettacoli saranno come sempre corredati da sovratitoli in italiano, mentre le domeniche in abbonamento prevedono anche il servizio di navetta bus.

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Chi sono
General Manager, Autrice La Nouvelle Vague Magazine
Linamaria Palumbo. Siciliana di nascita romana d’adozione, triestina per residenza. Laureata al DAMS di Palermo. Si occupa di blog di social e contenuti digitali. Ama le belle storie. Spesso le si “chiude la vena” per gli argomenti che l’appassionano, ma nulla di violento. Da sempre risponde a domande che nessuno le ha mai posto.
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