Il Teatro Le Sedie di Roma dal 15 al 18 dicembre dedica una cinque giorni al grande drammaturgo, scrittore e poeta Luigi Pirandello.

Tutte le sere Enrico Papa metterà in scena L’uomo dal fiore in bocca e poi, a seguire, proporrà alcune straordinarie poesie dello scrittore, presentando uno dei suoi aspetti meno conosciuti.

Abbiamo incontrato Enrico Papa per una breve intervista

Nel comunicato stampa si legge. “Pirandello oltre Pirandello” Cosa vuole dire? Cosa dobbiamo aspettarci?

Pirandello e’ il massimo esponente della nostra drammaturgia.

Enrico Papa
Enrico Papa

E’ un autore attualissimo ed  è sempre rappresentato anche all’estero, in Francia soprattutto. Quest’anno lo rappresentiamo come Centro Italiano di Poesia ( in passato abbiamo messo in scena LEOPARDI , MONTALE  e l’anno scorso PASOLINI ) .

Lo rappresentiamo in occasione degli 80 anni della morte e soprattutto lo rappresentiamo perché  lui nasce poeta  anche se come poeta è scarsamente celebrato e poco conosciuto; ma nella sua poesia ci sono già le tematiche che poi ha sviluppato drammaturgicamente; c’è già il tormento  ed il dubbio sui significati della vita vissuta e della finzione del vivere (vedi Enrico lV).

Quindi oltre “ L’uomo dal fiore in bocca”, proponiamo nel secondo tempo gran parte delle sue poesie.

Ha lavorato con Albertazzi, Proietti, Magni, Risi, Placido. Cosa si prova a lavorare con questi personaggi. Cosa le hanno insegnato?

Il maestro a cui più sono riconoscente è Giorgio Albertazzi che mi ha insegnato a trovare sempre anche nelle repliche di un testo la spontaneità e la sincerità nella battuta come se fosse sempre la prima volta che diciamo quella determinata frase e quindi a sorprendere sempre lo spettatore.

Poi ho amato tantissimo Vittorio Gassman per il suo attaccamento alla poesia… di Michele Placido sono stato compagno di corso all’Accademia di Arte drammatica Silvio D’Amico.

Ci parla del suo rapporto con il Teatro Le Sedie, come è venuto a conoscenza di questo teatro?
Una piccola realtà molto viva nel cuore del Labaro. Come pensa si possano aiutare questi piccoli teatri che non hanno sovvenzioni statali?

Il Teatro Le Sedie lo ho conosciuto tramite Emanuele Salce che mi ha invitato a vedere un suo spettacolo e mi sono innamorato di quel piccolo teatrino di periferia  il cui direttore Andrea Pergolari è di una disponibilità assoluta verso noi attori.

Parigi è piena di questi piccoli Teatrini, uno fra tutti il Théâtre De La Huchette dove  è ancora in scena “ La Cantatrice Calva” dall’anno in cui debuttò e mi riferisco al 1950.. sissignori 1950  e fa ancora i tutti esauriti… si proprio come in Italia !

Il Comune e la circoscrizione dovrebbero senz’altro sostenerlo ed aiutarlo è  semplicemente vergognoso non  farlo.

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