Emozioni. C’è bisogno di un manuale per riuscire a capire e riconoscerle?

Sì,perché a volte le emozioni che viviamo sono come uno tsunami o un  temporale che ci infradicia senza un luogo in cui trovare riparo, in questi momenti le emozioni prendono il sopravvento.

A volte invece le emozioni arrivano e si può riuscire a dirigerle, come un automobile che sappiamo governare.

Nella prima ipotesi ci può essere bisogno di una “Bussola delle Emozioni”, come il nuovo volume edito dalla Collana “Ragazzi” di Mondadori e presentato per la prima volta nel corso di PordenoneLegge.

Autori del libro sono lo psicologo, psicoterapeuta e scrittore Alberto Pellai e la psicopedagogista e scrittrice Barbara Tamborini.

I due, oltre che nella scrittura, sono uniti anche nella vita.

Dalla loro esperienza di genitori, di 4 figli (l’ultimo dei quali è un preadolescente) nascono molti dei contenuti del libro riguardanti racconti di vita e consigli pratici su come riuscire a gestire le emozioni.

6 moduli, 6 emozioni diverse.

Prima di passare ai consigli pratici però bisogna capire com’è strutturato il nostro cervello.

Di questa prima parte ha dissertato Pellai, basandosi sugli ultimi 20 anni di ricerca degli neuroscienziati.

Il nostro cervello è come un condominio, un modello di casa composta da tre piani dove al primo livello abitano le nostre funzioni di sopravvivenza.

Al secondo il cervello emotivo, quello che ben è stato rappresentato nel film della Disney di qualche anno fa “Inside Out”.

Lì vive il conflitto, un conflitto che può essere sedato grazie al terzo livello: il cervello cognitivo.

Il cervello emotivo è una prerogativa solo di noi esseri umani ed è la parte che ci aiuta a risolvere i problemi.

Il libro è anche suddiviso in sei moduli ,ognuno dei quali racconta un’emozione diversa: tristezza, rabbia, paura, disgusto, sorpresa e gioia.

Diversi approcci

Non è facile però spiegare questi argomenti a un pubblico prevalentemente di ragazzi di prima media, i protagonisti di questo cosiddetto tsunami emotivo.

Per questo a spiegare il funzionamento della bussola che c’è dentro di noi è necessaria la componente autoriale femminile.

Componente che ha la capacità di tradurre in pratica le dissertazioni più tecniche e nelle occasioni live coinvolge i ragazzi in un laboratorio pratico di emozioni e della loro gestione e nel libro li pone davanti a test.

Emozioni difficili da addomesticare

È interessante inoltre approfondire come queste siano davvero bussola che in ogni istante orienta ciò che facciamo.

Più cose mostriamo di noi agli altri più ci esponiamo, le emozioni infatti ci servono proprio per farci capire che con l’esperienza si acquisisce sicurezza.

Ma come fare quando mostrare alcune di queste ci mette a disagio?

È opinione diffusa ad esempio che mostrare tristezza o piangere sia una prerogativa femminile.

Ecco, un risultato ottimo della bussola potrebbe essere rendere meno difficile anche per gli uomini dimostrare alcune emozioni.

Ma in questo i ragazzi hanno molto da insegnare agli adulti, con dieci minuti, in coda dell’incontro, di condivisione delle proprie sensazioni.

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