La donna fatta a pezzi a Roma, intervista al protagonista Antonio Fazzini

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La donna fatta a pezzi, adattamento teatrale dell’omonimo racconto di Assia Djebar tratto dalla raccolta “Nel cuore della notte algerina” e pubblicato in Italia nel 1998 da Giunti, sarà sul palco del Teatro Stanze Segrete di Roma dal 2 al 7 ottobre. In scena Antonio Fazzini diretto da Filippo Renda. Abbiamo avuto il piacere di intervistare l’interprete dello spettacolo: Antonio Fazzini.

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Ci può raccontare di cosa parla La donna fatta a pezzi?

Assia Djebar riprende l’omonimo racconto delle Mille e una notte e lo riscrive, facendolo narrare in aula da Atika, una professoressa di francese, nell’Algeria della guerra civile. Il racconto ruota intorno a una mela che, passando di mano in mano, è la causa della folle gelosia che porta al massacro della giovane donna.

Quali sono state le sue emozioni la prima volta che hai letto il testo?

Quando ho letto il racconto ho subito pensato che sarebbe stato bello portarlo in teatro. La prima lettura pubblica è stata alla Casa Internazionale delle Donne durante un evento organizzato per ricordare Djebar (scomparsa nel 2015). In quell’occasione, il riscontro entusiastico del pubblico mi ha definitivamente convinto e ho deciso di mettere il scena il racconto, opportunamente adattato da Filippo Renda che ne cura anche la regia.

Personalmente si tratta di un ricordo molto caro: ho avuto modo di conoscere Assia e di lavorare con lei nel 2000, proprio qui a Roma, al teatro India. Uno di quegli incontri che ti cambiano la vita. Lei non mi ha dato risposte ma mi ha insegnato, per fortuna, a farmi molte domande.

La donna fatta a pezzi - Antonio Fazzini
La donna fatta a pezzi – Antonio Fazzini

Uno spettacolo che la vede da solo in scena? Quanta responsabilità…

Una responsabilità enorme. Io, in genere, preferisco lavorare con altri attori. Mi piace lo scambio, il confronto, il rapporto che si crea in scena e, spesso, nella vita.  In questo caso però non mi sento da solo. I personaggi prendono vita, negli oggetti che io stesso manovro, e mi accompagnano nella narrazione. Inoltre, trattandosi appunto di un racconto, il pubblico stesso diventa un compagno di scena che ascolta, vive e palpita per la sorte della giovane donna fatta a pezzi e della professoressa Atika.

In questo testo come nella maggior parte dei testi di Assia Djebar, si parla della difficile condizione femminile. A suo avviso, in Italia, c’è molto da fare in merito alla parità dei sessi ?

La donna fatta a pezzi - Antonio Fazzini
La donna fatta a pezzi – Antonio Fazzini

Penso che in Italia, e non solo, ci sia moltissimo da fare per la parità dei sessi e per i diritti civile in generale. Non ci vuole molto per osservare una recrudescenza in tutti i temi che riguardano il sessismo, il razzismo e l’omofobia. Assia Djebar ha sempre affrontato il tema della condizione femminile in Algeria e non solo. Interrogata sulla sua scelta di lasciare l’Algeria diceva che non poteva vivere in un paese dove anche per andare a un caffè doveva essere accompagnata da un uomo.

Inoltre Djebar ha sempre denunciato i danni del colonialismo e quelli del fanatismo religioso uniti da un filo, ahimè, più stretto di quello che si potrebbe pensare. Anche per questo, temo, molti vogliono che Assia Djebar sia dimenticata.

 

Uno spettacolo prodotto dal Teatro delle Donne. Ci parla di questa realtà?

La donna fatta a pezzi - Antonio Fazzini
La donna fatta a pezzi – Antonio Fazzini

Il Teatro delle Donne è una realtà che opera nell’area fiorentina da oltre 25 anni. Oltre

a essere un centro nazionale di drammaturgia, si occupa di produzione di drammaturgia contemporanea, di formazione sia per quello che riguarda la recitazione che la scrittura teatrale. Molte le collaborazioni che negli anni si sono avvicendate: da Dacia Maraini a Stefano Massini, da Amanda Sandrelli a Isabella Ragonese, per citare solo quelli che adesso mi vengono in mente.

Quando le ho parlato della mia idea di mettere in scena La Donna Fatta a Pezzi, Maria Cristina Ghelli, direttrice e fondatrice del Teatro delle Donne ha subito aderito al progetto. Il Teatro delle Donne ha trovato sede presso il Teatro Manzoni di Calenzano, Firenze. Dopo anni di collaborazione sento questo luogo un po’ casa mia. E sono molto fiero di rappresentare oggi, a Roma, il Teatro delle Donne.

Un invito ai nostri lettori?

Certamente quello di venire alle Stanze Segrete a vedere La Donna fatta a Pezzi, di abbandonarsi al racconto e di lasciarsi trascinare nel mondo dolce, crudele, mutevole e affascinante di Assia Djebar.  E poi quello di correre in libreria e sprofondare nella narrazione onirica, sincopata di Djebar.

Per chi non la conosce sarà un’esperienza entusiasmante, come lo è stata per me.

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