Lo avevamo annunciato in anteprima e ne abbiamo avuto conferma. Un debutto da standing ovation per il cast di Romeo & Giulietta – Ama e cambia il mondo, che ha rapito ed emozionato il pubblico del Gran Teatro.

Musiche e libretto di Gérard Presgurvic hanno raccontato in maniera impeccabile il capolavoro shakespeariano tradotto nella versione italiana da Vincenzo Incenzo e per la regia di Giuliano Peparini.

Romeo & Giulietta – Ama e cambia il mondo - Foto di Fabrizio Caperchi
Giulia Luzi (ph Fabrizio Caperchi)

Quello visto non è soltanto la rappresentazione della storia d’amore considerata in assoluto di tutti i tempi, per giunta abituati a vederla riadattata e rappresentata in svariati modi e diversi ambiti. Ciò che sorprende di questo spettacolo è di come tutto il contesto scenografico, coreografico non sia soltanto di abbellimento e di cornice alla scena ma si rende essa stessa spettacolo.

Video proiezioni, pannelli mobili imponenti che si compongono sotto gli occhi del pubblico, giochi di luci, costumi straordinari, voci potenti che hanno cantato e recitato l’inno all’amore.

Rimane quindi difficile poter decretare quale scena tra tutte sia la migliore, ciascuna si caratterizza per la complessità e impatto visivo riempiendo gli occhi di tutte quelle sensazioni ed emozioni che fanno la magia di uno spettacolo.

Un plauso esteso senza nessuno escluso in cui protagonista non è soltanto la storia di Romeo e Giulietta ma dove  protagonisti sono tutti.

Oltre alla tenerezza e altrettanta bravura dei due ragazzi, Davide Merlini e Giulia Luzi  nei corrispettivi ruoli, ad emergere in maniera preponderante sono anche i singoli,: Luca Giacomelli (Marcuzio), Riccardo Maccaferri (Benvolio), Gianluca Merolli (Tebaldo),Vittorio Matteucci (Conte Capuleti), Leonardo di Minno (Principe), Barbara Cola (Lady Capuleti), Roberta Faccani (Lady Montecchi), Silvia Querci (Nutrice), Giò Tortorelli(Frate).

Particolarmente toccanti e coinvolgenti alcune scene, l’odio cantato da Barbara Cola e Roberta Faccani sottolineato anche dall’aspetto scenografico e coreografico, e il canto di amore di un padre verso la figlia interpretato dalla voce emozionante di Vittorio Matteucci.

È del tutto inutile da parte mia dilungarmi nel tradurre a parole cose di cui potete rendervi conto soltanto guardando con i vostri occhi.

Il merito in assoluto va a David Zard che ancora una volta, nell’ennesima sfida, è riuscito a portare sulle scena Verona e a far tuonare il cuore del pubblico.

 

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Author Details
Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .
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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .

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