VOLANTINOIn scena fino al 12 Maggio  al Teatro de’ Servi, “Non c’è due senza te”, una commedia divertente e leggera scritta e diretta da Toni Fornari.

Il testo seppur in maniera ironica mette l’accento su parole chiave che lasciano aperti alcuni spunti di riflessione su relazioni sentimentali, figli e responsabilità.

Uno sguardo sulla quotidianità e realtà circostanti che si svolge sotto gli occhi del pubblico all’interno di  una scenografia che include contemporaneamente due ambienti diversi, sostenuta da  un gioco di luci e ombre,  come la vita di ciascuno  affollata da tormenti interiori e divisa tra incertezze e responsabilità, che rendono in maniere evidente il senso dinamico della narrazione e dei cambi di scena.

Un intrigo sentimentale fatto di moralità ed equivoci esilaranti caratterizzato dai protagonisti sul palco.

Due uomini diversi: Giorgio (Matteo Vacca), che applica alla vita i fondamenti della sua professione tra calcoli e ragionamenti, e Danny (Marco Morandi) nel ruolo di cantautore in crisi immerso nel suo mondo e nella sua solitudine; affiancati questi, da una controparte al femminile dinamica e brillante come Mariateresa (Claudia Campagnola),ambiziosa scrittrice che trascorre una vita frenetica in viaggio tra lavoro e vita coniugale, e Sara (Carlotta Proietti) editrice, comica e dispensatrice di buoni consigli e dalla battuta pronta.

Uno spettacolo divertente che delinea in modo ironico e immaginario situazioni attinenti alla vita reale, che si rivela talvolta come la trama di un romanzo dal finale inaspettato.

 

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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .
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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .

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