Raccontare le favole è un gioco da ragazzi.

Solo se i ragazzi però sono gli attori della Compagnia dei Piccoli per Caso, che grazie alla regia attenta di Guido Governale e Veruska Rossi, riescono a restituire una veste originale alla celebre favola di Collodi.

Una foresta di ombrelli bianchi riveste il palco, regalando un’atmosfera onirica,  preludio ad una narrazione delicata, affidata ad un papà d’eccellenza : Pino Ammendola che,  per la prima volta dal 1993 sceglie di salire su un palco con testo che non è  una sua commedia .

La sua interpretazione incanta e commuove.

Pinocchio è una storia per i piccoli che insegna ai grandi, ed il punto d’eccellenza di questa rilettura affidata ai Piccoli per Caso, è stato il non cadere nelle banalità della narrazione, prediligendo piccole finestre di riflessione che si sono fatte protagoniste della storia insieme ai ragazzi della compagnia e a Simone Destrero nei panni di Geppetto.

L’amicizia, il sacrificio e la semplicità vengono illuminate lasciando solo in sottofondo , per fortuna , l’argomento cardine della storia di Pinocchio, quello della menzogna.

Assistiamo ad un’ intelligente rivoluzione copernicana dei valori di questa fiaba persino nella caratterizzazione del personaggio di Mangiafuoco , affidato ad un emozionante Giorgio Albertazzi in “ video presenza”.

Non è la burberità del personaggio a colpire, quanto la sua capacità di ascoltare. Andare oltre le apparenze.

Una menzione speciale va riconosciuta alla coppia del gatto e della volpe che mescolano con un linguaggio romanesco, romagnolo e simil francese, furbizia e malafede.

Belle le musiche scelte , molto moderne, attuali, che stridono quasi con questa fiaba senza tempo ma che allo stesso tempo ne esaltano lo spirito sempre attuale.

Convincente ed efficace il tratteggio dei personaggi della fiaba, mai invadenti ma sempre presenti come il grillo parlante , metafora dell’amicizia vera, e la fata turchina, amica , infatuazione e sempre mano tesa a raccogliere ed accogliere.

Chi è Pinocchio? Pinocchio è ognuno di noi , con le proprie forze e le proprie fragilità.

Non a caso lo spettacolo si conclude con un finale a quattro voci nel quale il Pinocchio bambino lascia posto al Pinocchio adulto, al Pinocchio padre.

Complimenti dunque a tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione di questo spettacolo originale che sarà in scena fino al 2 Marzo presso il Teatro Ghione di Roma.

Lavorare con dei ragazzi e dei bambini permettendo loro di realizzare un sogno salvaguardandoli da atteggiamenti da piccole star, è un risultato che riconosciamo all’attento lavoro di Guido Governale  e Veruska Rossi e sicuramente ai genitori di questi piccoli grandi talenti.

“.. e quando cado mi farò male? …come tutti Pinocchio, come tutti…”

 

I Piccoli per Caso sono:

Alessio Selli, Lorenzo Zurzolo, Lavinia Loiaconi, Lucilla Colloridi, Andrea Amato, Lorenzo Vigevano, Gabriele Berti, Diego Tricarico, Paolo Pallottino, Valerio Felici, Giacomo Nasta,  Daniele Felici, Valerio Montanari, Alessandro Martini, Giovanni Crisanti, Giovanni Nasta,
Valerio Miduri, Giacomo Bertoni, Tommaso Sensi, Federico Bizzarri, Michele Di
Giulio, Martina Saturni, Arianna Vita, Giulia Costantino, Flavia Busoni, Riccardo
La Torre.

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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.
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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.

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