Dopo una serie di successi (al Teatro dell’Orologio nel 2012 e poi al Tordinona l’anno scorso, solo per citarne un paio), la compagnia LABit/Circo Bordeaux è tornata al Teatro Furio Camillo di Roma con questa personalissima visione del mondo animale. Quattro serate con quattro ospiti diversi che hanno reso lo spettacolo ancora più godibile,  riproposto questa volta in una forma più ampia.

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Un’antologia che raccoglie una fauna molto umana e che illustra (con il supporto di uno schermo e una voce fuori campo) le caratteristiche di alcuni animali i cui comportamenti ricordano quelli umani.

Si tratta di un lavoro di drammaturgia intelligente e ben riuscito. ‘Le belve’ sul palco spettegolano, si affrontano, si piacciono e si sfidano a duello, ma tutto questo non ha nulla a che fare con la caricatura. Niente di tutto quello che vediamo è frutto di una risata facile o di un cliché trito e ritrito.

Sembra di sfogliare le pagine di un album di figurine, con tanto di spiegazione sulla specie di appartenenza, le caratteristiche fisiche e comportamentali: ci sono i racconti di un elefante introspettivo che si perde nei ricordi impressi in maniera indelebile nella memoria, poi uno squalo con problemi di orientamento redarguito duramente da un pesce pilota e le polemiche di un gruppo di sardine che ricordano tanto quelle che scoppiano all’improvviso quando si è  in fila all’ufficio postale. Impossibile non riconoscersi in tutti questi scorci di realtà trasformati sulla scena in piccoli episodi che divertono, dal primo all’ultimo. Siamo investiti da una continua modulazione di allegria: si passa da una risata di cuore a un sorriso riflessivo quando la farfalla ci racconta la sua vita breve ma intensa, per tornare poi a un divertimento incontenibile quando le cicale prendono il sole in ciabatte e occhiali scuri.

Il gioco si mescola al punto tale da non capire più se sono gli uomini che giocano a fare gli animali o viceversa. I tempi comici sono perfetti, mai forzati.

I ritratti esilaranti di una pulce nevrotica o delle scimmie che si parlano seguendo un non-sense dal profumo beckettiano vengono incorniciati da una poesia leggera che tiene insieme le trame di questa fauna variegata. Mai, forse, avremmo pensato che un boa potesse essere così simpatico, figuriamoci uno scarafaggio che ci accusa di razzismo o uno stercorario (Saverio Raimondo, ospite della prima serata) le cui riflessioni sulla vita ‘che è una merda, ma è ok’ ci ricordano quei monologhi interlocutori alla Woody Allen.

L’uomo e l’animale, finalmente, si riconoscono: non c’è più uno stato di predominanza dell’uno sull’altro. La musiche e le luci fanno il resto.

La chiusura sulle note di Just a Perfect Day del maestro Lou Reed è il giusto finale che non poteva mancare.

LABit/Circo Bordeaux
presentano ANIMALI

di Andreoli, Linari, Porcu e Vaccarella

con Gabriele Linari, Enrica Nizi, Alessandro Porcu, Andrea Vaccarella, Cristiana Vaccaro
Voce narrante: Alvaro Vatri

e con la partecipazione straordinaria di
Saverio Raimondo
DoppioSenso Unico
Luca Di Giovanni
Daniele Parisi

assistente alla regia: Lorenzo Collalti
costumi: Ottavia Nigris
direzione tecnica: Flavio Tamburrini
foto: Ciro Meggiolaro

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