A Natale ci sono i cinepanettoni, io ho fatto il Teatro Pandoro

esordisce così Claudio Gnomus nel suo cappello introduttivo allo spettacolo Sette piani di ruvidezza… e di risate con il quale il Teatro dei Satiri ha dato il benvenuto al nuovo anno.

Dal 27 dicembre all’11 gennaio, infatti, Claudio Gnomus, ricordato maggiormente per i suo lavori teatrali “sulle coppie”, ha portato in scena una divertentissima storia che mette a nudo le debolezze e le “ruvidezze” che possono nascere tra le coppie. Ma attenzione, a differenza di “Gli uomini da Marte e donne da Venere” o al contrario di “Tra moglie e marito non mettere il dito” l’autore e regista dello spettacolo, questa volta non parla solo di coppie uomo/donna ma di qualunque situazione in cui tra due persone si vive una questione di attrito o “di ruvidezza” tale da suscitare ilarità.

Per un’ora di spettacolo, quindi, assistiamo a ben sette scene ambientate in un condominio di sette piani. A dare i via allo spettacolo è lo sketch con la portiera e man mano che l’ascensore sale, troviamo un edificio postale, un ristorante, una scuola di ballo con ballerini mal assortiti, una famiglia con moglie poco fedele, fino ad arrivare al sesto piano, quello “dei trapassati” e l’ultimo dove addirittura un angelo obbediente e un diavolo tentatore si divertono a giocare tra loro.

Ad accompagnare Gnomus in questa nuova avventura, che sarà in scena anche il 17 e 18 gennaio al Teatro Gassman di Civitavecchia, due straordinarie attrici: Donatella Barbagallo e Mirella Martinelli che hanno mostrato doti comiche giuste per il tipo di spettacolo. Tutte le scene sono esilaranti con dialoghi tipici dell’avanspettacolo. La scena che sembra funzionare di più è quella della famiglia con il marito sospettoso della moglie. Brave  le due donne in scena, capaci di trasmettere l’ansia legata alla scoperta del tradimento e il giusto divertimento per le soluzioni trovate per evitare il divorzio. Il testo funziona e garantisce risate al pubblico che, alla fine dello spettacolo, viene invitato a non prendere la vita troppo sul serio, a non trovare sempre un senso ma a vivere le situazioni con leggerezza.

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