Ottima prova per la compagnia amatoriale “Fuori Tutti” in scena al Teatro Trastevere fino al 9 giugno con (S)pettegolezzi per la regia di Fabrizio Caperchi e Giulia Cacciatore.

Un giallo in versione comica ambientata nella New York degli anni 80 che ha come protagonista l’alta borghesia. Intrighi e gags mettono subito il pubblico di fronte ad uno scenario dal ritmo serrato accolti nella casa del vicesindaco in rigoroso smoking pronti a festeggiare insieme a quattro coppie di stravaganti amici il decimo anniversario di matrimonio a cui si aggiunge l’arrivo inaspettato della polizia.

Fuori Tutti non è solo il nome della compagnia ma anche lo spirito e l’impronta di quello che è lo spettacolo in un palco animato e affollato spesso da tutti i protagonisti per quasi due ore, con repentini cambi di scena e di situazioni: dalle stranezze della coppia Ernie e Cocca, alle nevrosi di Cassie, passando in maniera disinvolta dall’elegante smoking ad un kimono per Lenny.

Una regia costruita e ben curata nel dettaglio, dove anche una scenografia apparentemente fissa è mossa dal talento e dal dinamismo dei protagonisti attraverso una performance di totale naturalezza  da veri professionisti.

I protagonisti:

Federica Anderlucci (Chris Gorman), Pier Paolo Teori (Ken Gorman), Fabiana Errico (Claire Ganz), Vincenzo Rotondo (Lenny Ganz), Ambra Del Conte (Cocca Cusak), Giancarlo Baretti (Ernie Cusak), Alessandra Bartoli (Cassie Cooper), Marco Gregori (Glenn Cooper), Alessandro Di Cicco (Ben Welch), Fausto Incelli (Sam Pudney)

 

 

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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .
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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .

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