Dal 31 gennaio al 12 febbraio il teatro Quirino presenta il riadattamento teatrale, diretto da Giuseppe Emiliani, dell’ultimo capolavoro di Charlie Chaplin “Luci della ribalta”.

Il regista ha voluto riportare sul palcoscenico “una vicenda che ormai appartiene all’immaginario collettivo” per utilizzare le sue stesse parole. E tutto non potrebbe essere più calzante, il racconto di un uomo la cui vita è il teatro stesso, a cui non riesce e non può in alcun modo rinunciare.

Charlie Chaplin Un testo che cresce e si evolve tra le pieghe di un sipario, e lì ritorna grazie ad abili interpreti e un adattamento teatrale preciso e fedele.
La storia è indubbiamente conosciuta. Calvero (Antonio Salines) è stato un clown acclamato e famoso, ma ora anziano ed alcolista, sembra aver perso il suo pubblico che un tempo lo aveva accolto tra sincere risate.

Una vita in declino fino a quando il suo destino si intreccia con quello di una sfortunata ballerina, Terry (Marianella Bargilli), a cui per caso salva la vita. Quell’incontro fortunato è una rinascita per entrambi e il principio di un insolito amore.

La rappresentazione segue passo passo la versione cinematografica, grazie anche all’ausilio di suggestive scenografie virtuali che creano spazi sovrapposti. Permette lo svolgersi di scene che si susseguono in modo fluido tra ambienti chiusi e esterni, in un palcoscenico in continua metamorfosi.
Sicuramente rilevante la componente comica dello spettacolo, che grazie ai bravi attori rende la rappresentazione ricca di brio e spirito, senza trascurare il lato malinconico e commovente dell’opera del grande comico inglese.

Il capolavoro di Charlie Chaplin racconta una storia senza tempo, abbracciando temi come la paura della sconfitta, il senso profondo dell’esistenza, la voglia di lasciare un segno in questo mondo. Tutti motivi che questo spettacolo ripercorre abilmente. E la storia di Terry e Calvero non finisce mai di commuovere chi le dà ascolto lasciando un po’ di amaro in bocca, ma la consapevolezza che

“Il tempo è un grande autore: trova sempre il perfetto finale”.

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Giulia Bianchi, 1991. Studia giurisprudenza, ma il suo sogno è scrivere. Partecipa a concorsi di poesia con proposte di pubblicazione. Amante dell’arte in tutte le sue forme spera di poter fare della sua passione un lavoro, sperimentandosi nel giornalismo culturale.
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Giulia Bianchi, 1991. Studia giurisprudenza, ma il suo sogno è scrivere. Partecipa a concorsi di poesia con proposte di pubblicazione. Amante dell’arte in tutte le sue forme spera di poter fare della sua passione un lavoro, sperimentandosi nel giornalismo culturale.
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