Quello che ho visto nello spazio. Psicologia e cosmo nell’esperienza del primo uomo a volare tra le stelle (Red Star Press)

Jurij A. Gagarin, Vladimir Lebedev

 

Gentile, con uno spiccato senso dell’umorismo, sicuro, curioso, sempre di buon umore. Così viene descritto Jurij Gagarin, il primo uomo che volò nello spazio, nella scheda clinico-psicologica redatta durante la fase di preparazione del Programma Vostok, il primo progetto sovietico di missioni spaziali.

Quello che ho visto nello spazioQuello che ho visto nello spazio – psicologia e cosmo nell’esperienza del primo uomo a volare nelle stelle (RED STAR PRESS) è il libro che lo stesso Gagarin scrisse assieme a Vladimir Lebedev, lo psicologo che lo seguì nel duro addestramento per affrontare il primo viaggio nel cosmo.
In una mentalità contemporanea offuscata da troppi film di fantascienza e da collegamenti in diretta televisiva con le stazioni spaziali, sfuggono i concetti reali di un’esperienza elitaria come quella del cosmonauta.

Ancor di più in questo caso, quando nei primi anni ’60 l’uomo si apprestava a rendere possibile ciò che, fino a quel momento, era stato solo immaginato.

Il saggio prende in analisi ogni dettaglio. Da come alimentarsi e vivere in assenza di gravità, a come superare allucinazioni, paure e nevrosi di un’esperienza che ribalta i parametri mentali a cui ogni essere umano su questa terra è abituato.
Il concetto di sopra e sotto, ad esempio. La capacità di orientamento, le condizioni estreme di vita.

 

Quello che ho visto nello spazioIl professor Lebedev analizza le emozioni e le sensazioni di chi sta dentro la tuta spaziale e che, nonostante la ferrea preparazione professionale, rimane sempre un uomo, piccolo, nei confronti di qualcosa tanto più grande di lui.

Per affrontarlo richiama i valori più profondi della società e dell’umanità: l’amicizia, la collaborazione, il sentimento di appartenenza.

Il saggio si apre ad una lettura su molti livelli ed è senz’altro interessante, mai scontato.

Scorrendo le pagine si approfondisce un pezzo di storia moderna ma ci si trova anche a riflettere su un altro significato, filosofico ed antico, quello che immagina il macrocosmo in coincidenza con il microcosmo.

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Milanese trapiantata a Fidenza, si è diplomata alla Scuola di Cinema di Milano. Ha lavorato in teatro in qualità di regista e assistente alla regia e per tre anni ha tenuto corsi di teatro ai detenuti all’interno del carcere di Como. Ha pubblicato diversi racconti in antologie con ARPANet Edizioni e ha collaborato con alcune testate giornalistiche. Si occupa dell’ ufficio stampa del festival cinematografico Parma International Music Film Festival di Parma. Ha pubblicato tre libri: Piccole storie dei sette giorni, Fornelli metafisici e Ricettario Patafisico (Graphofeel)
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Milanese trapiantata a Fidenza, si è diplomata alla Scuola di Cinema di Milano. Ha lavorato in teatro in qualità di regista e assistente alla regia e per tre anni ha tenuto corsi di teatro ai detenuti all’interno del carcere di Como. Ha pubblicato diversi racconti in antologie con ARPANet Edizioni e ha collaborato con alcune testate giornalistiche. Si occupa dell’ ufficio stampa del festival cinematografico Parma International Music Film Festival di Parma. Ha pubblicato tre libri: Piccole storie dei sette giorni, Fornelli metafisici e Ricettario Patafisico (Graphofeel)
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