Alle 11:00 al Caffè San Marco si tiene il consueto appuntamento con gli autori.

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Al Politeama Rossetti le proiezione in concorso cominciano alle 15:30 con il concorso documentari Ouale Lui Tarzan (I Testicoli di Tarzan) di Alexandru Solomon.

Sukhumi è la capitale dell’Abcasia, sul Mar Nero, un tempo parte della Georgia. Sulla sua collina più alta si trova un istituto medico di ricerca basato su esperimenti sulle scimmie e fondato dai sovietici negli anni Venti. La leggenda vuole che sia stato fondato per creare un ibrido tra uomo e scimmia. Questa creatura non è mai venuta alla luce, come neppure l’Uomo Nuovo comunista. L’autore sarà presente in sala.

Alle 18:00 avremo quindi un evento speciale: Kornél Mundruczó, il più importante regista ungherese del momento, viene a presentare a Trieste il suo ultimo Jupiter Holdja (Jupiter’s Moon), presentato in concorso all’ultimo festival di Cannes.

Un giovane profugo clandestino diventa succube del suo potere straordinario di levitare, in un mondo dove i miracoli si comprano per pochi soldi. Un thriller sulla disillusione e sulla fede, una satira sulla paranoia anti-rifugiati, una parabola religiosa sulla colpa e sulla redenzione. Dal regista del pluripremiato White God.

Alle 20:15 il concorso lungometraggi propone Breaking News di Iulia Ruginã.

Dopo la tragica morte del suo cameraman, il reporter Alex Mazilu deve realizzare un servizio sulla vita dell’uomo. Tre giorni prima di Natale, in una piccola città sulla costa del Mar Nero, Alex cerca di mettere insieme i pezzi della vita del cameraman, attraverso gli occhi della sua inquieta figlia di 15 anni. Menzione speciale della Giuria all’attrice esordiente Voica Oltean all’ultimo festival di Karlovy Vary. L’autrice sarà presente in sala.

Le proiezioni al Politeama Rossetti si chiudono con un altro evento speciale: l’ultimo film del maestro Sergej Loznica, presentato in concorso all’ultimo festival di Cannes e ispirato da un racconto breve di Dostoevskij. Con Krotkaja (Una Creatura Gentile) Sergej Loznica ci porta in una terra di delitti ma senza nessun castigo. Un viaggio nell’abisso, dal pluripremiato regista di Anime nella nebbia (Miglior film al Trieste Film Festival nel 2013).

Intanto al Miela

Al Teatro Miela la giornata è interamente dedicata alla sezione Made in Kurdistan.

Si inizia alle 15:00 con la proiezione di Meteorlar (Meteore) di Gürcan Keltek. In un villaggio nella Turchia di popolazione curda un misterioso rumore fa uscire tutti per strada. Nelle ore a venire la città verrà isolata: c’è un’eclisse e iniziano a cadere meteore. Mescolando riprese documentaristiche e commenti politici, Meteorlar è un film sulla memoria e la sparizione di persone, posti e cose.

Alle 16:30 proponiamo invece l’anteprima italiana di Gözyaşina Yer Yok (Non C’è Posto Per Le Lacrime) di Reyan Tuvi.

Un viaggio di solidarietà, vita e morte che dal piccolo villaggio sul confine di Maheser in Turchia, raggiunge la città di Kobane in Siria, ormai devastata. Mentre il villaggio spera per la liberazione della città, i figli, i parenti e gli amici stanno combattendo per la loro terra, indipendenza e identità.

Può una nazione il cui riconoscimento internazionale è tutt’ora controverso avere un cinema identitario?

Alle 18:00 Il Trieste Film Festival affronta la questione nel dibattito “Tra Memoria E Presente Un’identità Possibile Per Il Cinema Curdo” a cui parteciperanno i registi Gürcan Keltek e Reyan Tuvi, la poetessa Hevi Dilara e il giornalista Giuseppe Acconcia. L’incontro sarà coordinato da Giuseppe Gariazzo.

A seguire, alle ore 19:30 verrà proiettato A Flag Without a Country (Una Bandiera Senza Paese) di Bahman Ghobadi, racconto fra finzione e documentario che segue le storie dei curdi Helly Luv e Nariman nel Kurdistan iracheno.

Helly Luv è una cantante pop curda iraniana. Nariman è un pilota. Entrambi cercano di essere un esempio per il loro popolo, un popolo che da sempre affronta condizioni durissime di vita, la guerra e gli attacchi dell’Isis.

Infine a chiudere le proiezioni di Made in Kurdistan alle 21:15 c’è Filles du Feu (Figlie del Fuoco) di Stéphane Breton.

Perseguitati da nemici implacabili dello Stato Islamico, i curdi della Siria si sono ribellati. Come è noto anche le donne, proprio come gli uomini, hanno preso le armi. Il regista le ha seguite da vicino per molto tempo, riuscendo a realizzare un film di guerra senza scene di guerra.

Ricordiamo infine che dalle 16:30 alle 19:30 lo spazio del Ridottino del Teatro Miela si trasformerà in un’Officina Tipografica e ospiterà un laboratorio creativo a cura di Daria Tommasi dove, in un clima da “assemblea permanente”, il pubblico sarà invitato a creare i propri manifesti rivoluzionari a partire dalla rielaborazione di materiali dell’epoca.

I biglietti per la giornata e le singole proiezioni sono acquistabili direttamente alla cassa del Teatro Miela e del Politeama Rossetti, mezz’ora prima della prima proiezione.

Il programma e il calendario delle proiezioni è scaricabile dal sito www.triestefilmfestival.it.

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