Trouble in Tahiti al Teatro Sociale di Amelia dell’Umbria

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Il 12 giugno 1952 in occasione del Festival of the Creative Arts presso la Brandeis University a Waltham, in Massachusetts, va in scena per la prima volta questa opera in un atto intitolata Trouble in Tahiti concepita, nel libretto e nella musica, da Leonard Bernstein.

Nel centenario della nascita del compositore americano – noto al grande pubblico soprattutto per le musiche di “West side story” – OperaInCanto, con il contributo e il patrocinio di Regione Umbria, Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni e Comune di Terni e in collaborazione con Associazione Nuova Consonanza, Associazione Roma Sinfonietta, Università Roma Tre, Università Roma Due “Tor Vergata” e Ameria Festival porta in scena uno snello e godibilissimo allestimento di Trouble in Tahiti.

La trama, che Bernstein concepisce durante il suo viaggio di nozze e, si favoleggia, sia ispirata alla vita dei suoi genitori, si concentra attorno alle vicende quotidiane di una coppia dell’upper-middle-class, fra tradimenti, incomprensione e piccole infelicità. A far da cornice a questa inversione del sogno americano, che tanta parte ha anche nella filmografia e nella teatrografia coeva, è un b-movie che dà anche il titolo all’opera visto dalla protagonista sola, al cinema.

Trouble in Tahiti
Trouble in Tahiti

La struttura, in sette scene, parte da un incontro fra i due coniugi – a tavola – e torna a concludersi nella medesima situazione, alla sera, attraversando situazioni topiche della società americana: ufficio, psicanalista, panchina nel parco, cinema, palestra. Un vademecum della società degli anni 50, con tanto di crisi e finzioni sociali. Non a caso, in questo allestimento semiscenico che, almeno nell’idea registica di Carlo Fiorini, ricorda da vicino quello di Opera North realizzato da Matthew Eberhardt, si opta per delle simpatiche videoproiezioni che, oltre a tradurre il libretto, ci presentano tutto il campionario delle riviste e delle illustrazioni di quegli anni, in cui un sessismo ironico decreta l’immagine perfetta dell’uomo e della donna, secondo regole che spesso vanno strette alle coppie reali.

In questo set, Sam e Dinah rappresentano coerentemente il loro ruolo: lui autoritario e macho in tenuta sportiva, lei fragile e sognatrice sul sofà dello psicanalista. Sul fronte scenico occorre necessariamente sottolineare la distanza fra la preparazione degli artisti italiani, che affrontano queste opere più come cantanti che come performer, e la scioltezza, anche ginnica, dell’approccio dei colleghi inglesi. Certamente poi la lingua straniera non aiuta a sentirsi a proprio agio nella veste del personaggio, ma si adatta perfettamente ai sentimenti e alle situazioni espresse dalla musica di Bernstein.

Trouble in Tahiti
Trouble in Tahiti

Eppure, nonostante gli intoppi di una regia non proprio fluida – gli spazi e la disposizione in scena dei musicisti, pure suggestivi, non hanno aiutato – nonostante le limitazioni di una corporeità non sempre coerente con il “tipo” americano incarnato dagli interpreti, tutti hanno fatto del loro meglio e hanno reso la serata piacevole oltre le aspettative.

Chiara Osella è una Dinah credibile sia per espressività che per timbro vocale, non lesinando sottigliezze interpretative e pose in perfetto stile Hollywood: di viso ricordava addirittura Celeste Holm! Dario Ciotoli è un Sam virile e un po’ spigoloso, dal bel colore che pecca ogni tanto di durezza nel registro acuto. Affiatatissimo il trio jazz capitanato dalla splendida voce di Lucia Filaci, cui si associano le due voci maschili di Carlo Putelli e Luca Bruno, simpatici e pronti a tutto, anche ad accennare qualche passo di danza.

L’Ensemble In Canto mette in mostra tutti i suoi pregi musicali, ritmici, e timbrici democraticamente diretto da Fabio Maestri che, con la sua scanzonata maglietta, ci ricorda che per fare buona musica non c’è bisogno di un abito elegante!

Trouble in Tahiti
Trouble in Tahiti

OperaInCanto 2018:

Amelia, Teatro Sociale, venerdì 19 ottobre ore 21,00

Terni, Teatro Secci, domenica 21 ottobre ore 17,30

LEONARD BERNSTEIN

Trouble in Tahiti

Chiara Osella Dinah

Dario Ciotoli Sam

Lucia Filaci, soprano      trio jazz

Carlo Putelli, tenore

Luca Bruno, basso

Ensemble In Canto

Direttore Fabio Maestri

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Chi sono
Appassionato di musica e teatro da sempre tanto da laurearsi sia nell’una che nell’altra disciplina, ha però affiancato agli studi musicali e sulla vocalità esperienze di lavoro in diversi ambiti: editoria, scuola, conservazione e catalogazione, management, comunicazione, organizzazione eventi, istituti finanziari, no-profit. Ancora non sa quale sarà il suo futuro, ma ama lo yoga, i viaggi e la buona cucina.
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