Tutti i  soldi del mondo, era già stato diffuso il trailer. Erano finite le riprese; il montaggio; il doppiaggio e conclusi gli accordi che lo volevano distribuito per Dicembre da Lucky Red. Ridley Scott lo vuole rifare, o almeno in parte.

Tutti i  soldi del mondo, tratto dal romanzo Painfully Rich di John Pearson, racconta di un episodio accaduto negli anni settanta che vide il sequestro del rampollo sedicenne di casa Getty, avvenuto per mano la N’drangheta.

Ad interpretare il petroliere Jean Paul Getty in Tutti i  soldi del mondo, com’è possibile vedere anche nel trailer, era Kevin Spacey.

È di queste ore la comunicazione di Ridley Scott, regista del film congiuntamente a Sony, che lo produce, che tutte le scene che hanno coinvolto Kevin Spacey verranno rifatte.

A ricoprire il ruolo del miliardario Getty senior, al posto di Spacey, ci sarà Christopher Plummer.

La distribuzione era prevista per il 22 Dicembre, sia il regista che la produzione hanno intenzione di rispettare la consegna.

Nel cast de Tutti i soldi del mondo Michelle WilliamsMark Wahlberg.

Se siete stati su Marte nelle ultime settimane

No, Ridley Scott non è impazzito. La scelta di rifare le scene che hanno visto Spacey nel ruolo di Getty, parte da quello che è successo nelle ultime settimane.

Spacey, infatti, è stato accusato, sull’onda degli scandali che stanno scuotendo il mondo dello spettacolo, di molestie ai danni di un, allora, minorenne.

Nel frattempo altri hanno cominciato a denunciare l’attore per atteggiamenti molesti, tanto da portare in casa Netflix un ravvedimento per quanto riguarda la sesta stagione di House of Cards (di cui Spacey è uno dei produttori).

I ben informati, dicono, che anzichè cancellare la stagione, si stia pensando a una trama concentrata su Claire Underwood.

 

Vi ricordate quando ci sembrava di aver visto la Madonna?

C’è una cosa che abbiamo imparato nell’ultimo decennio: il web non dimentica.

Non dimentica perchè con i suoi contenuti ci riporta alla mente le immagini vivide di un determinato momento.

Spacey
Kevin Spacey ospite di Paolo Bonolis Festival di Sanremo 2009

Oggi l’atteggiamento adottato nei confronti di Spacey sembra forse un po’ ipocrita.

Intendiamoci, non stiamo giustificando nessuno. Una molestia è un oltraggio alla dignità di un individuo e per questo va’ punito. Sempre.

Appunto, sempre, se lo si fa ad orologeria, la faccenda rischia di assumere contorni ridicoli, sminuendo di conseguenza il fatto in se’.

 

Quando in un artista riconosci bravura e grandezza, è difficile immaginare che possa avere atteggiamenti da viscido molestatore. Il crepuscolo degli idoli è sempre difficile da accettare.

Ma questo, credo, che sia il dopo.

Spacey
Kevin Spacey. Puntata del 2 aprile 2016. Per l’apertura di edizione Spacey viene nominato giudice

Ma nel durante?

Mi chiedo è mai possibile che in tanti anni di carriera, questa persona non sia stata mai messa nelle condizioni di essere fermata?

Io, fruitrice del prodotto televisivo/cinematografico, posso non saperne nulla, ovvio. Ma sui set, nei dietro le quinte. Collaboratori, colleghi, produttori, nessuno?

Sembra un gioco perverso.

Invece di fare squadra prima, si preferisce aspettare e mettere alla gogna dopo?

Eppure, è noto, che tutti gli ambienti hanno una portineria di palazzo dove tutti sanno i fatti e i misfatti di tutti…altro che Facebook!

Quello che rimane, di tutta ‘sta brutta storia è un grande senso di sconfitta. Non per la debolezza dell’uomo in se’, per gli errori e le brutture dei gesti; di più per il fallimento sociale. Per tutti quelli che si sono voltati dall’altra parte, che hanno fatto finta di non sapere.

Che hanno atteso pazientemente che arrivasse in cima in modo che poi la caduta fosse più rovinosa.

 

 

fonte foto

Spacey Festival di Sanremo Corriere.it

Spacey Amici TVzap

 

 

 

 

 

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Chi sono
General Manager, Autrice La Nouvelle Vague Magazine
Linamaria Palumbo. Siciliana di nascita romana d’adozione, triestina per residenza. Laureata al DAMS di Palermo. Si occupa di blog di social e contenuti digitali. Ama le belle storie. Spesso le si “chiude la vena” per gli argomenti che l’appassionano, ma nulla di violento. Da sempre risponde a domande che nessuno le ha mai posto.
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