(Ri)cominciare Tutto Daccapo sulle note di Gabriella Martinelli

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Un invito ad alzarsi la mattina e affrontare il mondo in maniera positiva apprezzando se stessi e gli altri, abbandonando il superfluo.
Con queste parole Gabriella Martinelli, cantante e polistrumentista romana vincitrice di Area Sanremo 2019 e in gara con Lula al 70° Festival della Canzone Italiana con la canzone “Il gigante d’acciaio” nella categoria Nuove Proposte, descrive la sua ultima opera “Tutto Daccapo”, disco composto da nove tracce caratterizzate da molteplici fonti di “contaminazione”, come le collaborazioni con Erica Mou nella traccia “Un’altra carezza” e l’incontro con Erriquez della Bandabardò con cui ha scritto “Si può essere felici”, che sono andate ad influenzare ed arricchire il prodotto finale.

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Con una carriera e un talento che l’hanno portata a vincere anche importanti premi legati alla canzone Italiana, fra cui Musicultura, Premio Bindi, Targa Bigi Barbieri, Premio L’Artista che non c’era, Gabriella Martinelli ha sicuramente saputo cominciare molto bene il 2022. Per questo siamo onorati di aver avuto l’occasione di intervistarla.

1) All’alba di un nuovo anno, capita quasi a tutti di ripensare al proprio passato e valutare le proprie azioni e ciò che è stato fatto. Capita anche a te? E se sì, come valuti il tuo 2021 appena passato?

Alla fine di ogni anno devo potermi dire di aver messo su un altro mattoncino e piano piano costruisco la mia casa.

Il 2021, nonostante le sue difficoltà, mi ha dato l’opportunità di realizzare e pubblicare il mio nuovo disco, “Tutto Daccapo”. È stato un anno di grandi cambiamenti, ho trascorso lunghe giornate in studio e ho cercato di sfruttare al meglio il tempo alimentando la mia creatività. Non è stato sempre semplice ma sono contenta di quello che è venuto fuori.

“Dove vivi tu” di Gabriella Martinelli – Tutto Daccapo

2) A proposito del 2021, mi permetterei di dire che in pochi lo hanno salutato bene come te, ovvero rilasciando il tuo nuovo album “Tutto Daccapo”. Cosa puoi dirci su come è nata questa tua ultima opera e quali sono stati gli elementi principali che ti hanno ispirata?

“Tutto Daccapo” è figlio del primo lockdown che credo abbia lasciato un po’ a tutti una grande voglia di riscatto. Non potendo viaggiare e rubare storie dagli occhi della gente, ho dovuto trovare un modo diverso di raccontare storie. E così, con grande onestà, ho deciso di partire da me stessa raccontando la realtà, la quotidianità, l’incertezza e la paura di cadere. “Tutto Daccapo” è un invito ad alzarsi la mattina e affrontare il mondo in maniera positiva apprezzando se stessi e gli altri, abbandonando il superfluo. Mi sono divertita a sperimentare il più possibile anche nella ricerca del sound, contaminando il disco di influenze diverse.

3) A prescindere dal tema trattato, ogni tuo brano sembra sprizzare continuamente una potente energia. Sei così anche nella vita di tutti i giorni? E se sì, quale è il segreto per mantenere sempre il tuo entusiasmo?

Mi piace rischiare e sono alla continua ricerca del nuovo. Questo mi aiuta a guardare la vita sempre con grande entusiasmo. Sono abituata a guardare il bicchiere mezzo pieno e quando è troppo vuoto cerco di inventarmi qualcosa per riempirlo.

Era fondamentale per me che arrivasse una grande energia da questo disco, perché spinto dall’urgenza di guardare al futuro con prospettive e speranza.

Gabriella Martinelli – Tutto Daccapo

4) Una cosa che forse non tutti conoscono è la tua passione per la pittura. Secondo te è questa passione influenza il tuo stile musicale e la tua vita o il contrario? E come ti trovi nel gestire questa “contaminazione”?

Vivo la pittura come un’estensione musicale che spesso mi aiuta anche nel processo creativo delle canzoni.

La musica è fatta di colori che si incontrano su una stessa tela, esattamente come un dipinto o se vuoi come il resto della vita.

Quando dipingo non so mai dove potrei andare a finire. Potrei dipingere per ore, impiegare giornate intere, tornare più volte sullo stesso quadro, sino a quando non riesco a percepirne l’anima. Ha tutto a che fare con la mia necessità di rinascere di continuo di fronte alle cose che vedo.

La pittura non è l’unica forma d’arte che mi affascina e che convive con la musica. C’è anche la moda come proiezione delle mie performance. Da poco ho intrapreso una collaborazione con una stilista Fiorentina, Veronica Di Pietrantonio, che ha realizzato su di me delle stupende gorgiere che si rifanno all’età Elisabettiana. Sono dei grandi colli (dal francese ‘gorge’ che sta per gola) riadattati in chiave moderna e originale.

5) L’inizio della tua carriera, con i viaggi in Europa da busker, sarebbe degna di un film e penso che in molti artisti in erba non ci penserebbero due volte prima di imitarti. Secondo te, se non ci fosse la pandemia a limitare gli spostamenti, sarebbe ancora possibile intraprendere un cammino simile al tuo o i tempi sono troppo diversi?

Auguro ad ogni artista di fare almeno una volta nella vita un’esperienza da busker, un modo straordinario per entrare a contatto con storie che rimangono sulla pelle per sempre. 

Questa pandemia ci sta rendendo tutti un po’ più distanti e anche viaggiare non è così semplice come qualche anno fa. I tempi sono decisamente diversi, spero si possa tornare a perderci nel mondo molto presto.

6) Per concludere, quali piani hai per il 2022 e quali sono le tue speranze per il nuovo anno?

Mi auguro di suonare e portare in giro questo disco il più possibile, partirà un tour in Primavera. Intanto mi dedico alla promozione del disco e alla pittura, con qualche altro progetto in cantiere di cui spero di potervi parlare presto.

“La pancia è un cervello col buco” di Gabriella Martinelli
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