Prima regia teatrale (firmata) per Massimo Ghini che ha debuttato ieri sera al Politeama Rossetti di Trieste con la sua “Un’ora di tranquillità”, di cui è anche protagonista e che è in scena da ieri appunto fino a domenica 12 Febbraio.

‘Un’ora di tranquillità’, testo del giovanissimo Florian Zeller e mai rappresentato prima in Italia, è una sfida vinta da Ghini che caratterizza bene i personaggi, anche grazie a un cast notevole: Galatea Ranzi, Claudio Bigagli, Massimo Ciavarro, Marta Zoffoli, Luca Scapparone e Alessandro Giuggioli.

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Come è notevole pure la scenografia di Roberto Crea: due divanetti, scaffali con vinili appesi ai lati del palco, un grammofono al centro del palco e una finestra gigante che da su una magnifica proiezione del centro di Parigi e della Tour Eiffel.

Il cast di Un'ora di tranquillità. Regia di Massimo Ghini
Il cast di Un’ora di tranquillità

Parigi, città in cui è ambientata la piece e dove, passeggiando sulle rive della Senna un sabato mattina qualunque, il protagonista Michel (lo stesso Ghini) scova un vinile jazz praticamente introvabile.

Corso a casa, entusiasta di mettere al corrente la moglie dell’acquisto e desideroso di ascoltarlo quanto prima si trova però al centro di uno tsunami familiare e casalingo!

Era un tranquillo sabato mattina

Tra i lavori in casa per cui viene scelto un idraulico finto polacco, che evidentemente forse non è neanche un vero idraulico e che crea un gran trambusto…

Una moglie, Nathalie (interpretata dalla brillante Galatea Ranzi ) divisa tra l’essere glamour e un’emotività instabile, forse dovuta a un segreto mai confessato prima ma che chiede di essere confessato proprio in quel momento…

Un figlio punkettaro/metallaro, telefonino dipendente che vive ormai lontano da casa ma che desta molte preoccupazioni ai genitori, soprattutto alla madre: ottima è da dire l’interpretazione di quest’ultimo data da Alessandro Giuggioli…

A questi si aggiungono un vicino, vero polacco ma invadente (Bigagli), un amico bello ma traditore (Ciavarro) e una misteriosa figura in rosso, Elsa ( Marta Zofffoli)

Giocata su ritmo, equivoci e battute ben amalgamate nello scorrere della trama vengono a galla però incomunicabilità, sia di coppia che nel rapporto genitori-figli, nevrosi, gelosie e segreti….

Unico neo dello spettacolo? Gli effetti speciali, soprattutto sonori, un po’ troppo frequenti e non strettamente necessari

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