Vittorio, Capitan Pistone…e tutti gli altri

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Domenica 16 febbraio, alle 24 ca, su RaiTre andrà in onda  il documentario Vittorio, Capitan Pistone…e tutti gli altri (Italia, 2012) .

 Scritto, diretto e prodotto da Mara Consoli, è dedicato al milione di malati d’Alzheimer presenti attualmente in Italia e ai rispettivi familiari, affinché non vengano dimenticati.

Vittorio ha l’Alzheimer. Consapevole d’essere malato, accetta d’essere ripreso. Spiega d’essere abbacchiato, “perché sento la confusione in testa ”; parla con la sua immagine allo specchio chiamandola “papà ”; impreca contro nemici invisibili; ride felice bevendo il chinotto e piange perché “vogliono uccidere la mamma ”. Ed è sempre Vittorio a fare la presentazione del più fidato tra i suoi “amici immaginari”, Capitan Pistone, “capo della polizia e dei carabinieri ”.

«Per capire cos’è l’Alzheimer, bisognerebbe entrare nella testa di un malato. Per capire cosa vuol dire assisterlo, bisogna passarci insieme giorni, mesi, anni ». Muovendosi su questo doppio binario, l’autrice intreccia il racconto di Vittorio, suo padre, con le testimonianze di persone che hanno, o hanno avuto, familiari affetti d’Alzheimer. Il risultato è un diario di viaggio che, ripercorrendo le fasi della malattia, mostra il progressivo spaesamento di malati e familiari, abbandonati a loro stessi, nella quasi totale mancanza d’informazione, strutture, aiuto. Un viaggio per scoprire che l’Italianon è un paese per vecchi.

«Ho impiegato quasi 8 anni per realizzare questo documentario –  afferma l’autrice – convinta che la storia di Vittorio, Enzo, Pina, Massimo, Rinaldo, Eva, Franco, Amedeo … e tutti gli altri abbia un senso solo se non la si consegna all’oblio. La memoria è un patrimonio al quale attingiamo per immaginare e costruire un futuro migliore. E una società migliore è quella che non dimentica, nemmeno chi è vecchio, malato, bisognoso ».

Selezionato da numerosi festival internazionali , il documentario ha il patrocinio dell’AIMA (Associazione Italiana Malattia d’Alzheimer ) e dalla SIGOs (Società Italiana Geriatri Ospedalieri).

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