Secondo fine settimana e seconda giornata per il Festival Approdi di Trieste, giunto alla sua seconda edizione.

Ieri sera, tra la Chiesa Luterana e la Kleine Berlin, si è svolto quello che è stato nominato l’approdo spirituale.

Approdi danzanti in luoghi di culto

Nel primo approdo della navigazione è andata in scena un’affascinante “Noche de Flamenco”, interpretata dagli straordinari artisti della Compagnia CoraViento di Lubiana.

Non capita molto spesso di vedere uno spettacolo di flamenco, ancora più raramente all’interno di una Chiesa.

Ecco quindi le premesse per un entusiasmante inizio di serata per il pubblico che ha potuto godere di tutto ciò che il flamenco è.

Energia, sensualità, dinamicità, accompagnamento vocale e musicale (chitarra e pianoforte) a livelli veramente altissimi.

Il comandante, l’attore Lorenzo Zuffi, ha poi accompagnato attraverso alcune letture da “La tempesta” di Shakespeare al secondo approdo che ha avuto luogo alla Kleine Berlin, esteso complesso di gallerie antiaeree sotterranee, risalenti alla seconda Guerra Mondiale.

Emozioni “oltre i confini” con il Monika Bajer Quartet

In questo approdo il pubblico è stato accompagnato da Monika Bajer e il suo quartetto in un viaggio oltre i confini per un concerto intitolato per l’appunto “Sentimental Journey beyond Frontiers”.

La Bajer, cantante di origine polacca (lo ha ricordato anche a inizio concerto quando ha ricordato come questa serata si sia svolta nello stesso giorno in cui, nel 1939, il suo paese veniva occupato dalle truppe Naziste durante la Seconda Guerra Mondiale), ha riportato i ‘ naviganti’ a sonorità proprie degli anni Trenta/Quaranta

Nel suo repertorio, che ha spaziato tra brani in lingua inglese e quelli in lingua francese si è raccontato anche dell’attesa: quella del ritorno di qualcuno ma anche dell’attesa di qualcuno che si ama (“The man I love”).

Questa sera ultimo appuntamento con l’approdo storico, non più al Castello di San Giusto come previsto ma alla Kleine Berlin alle ore 21 dove si esibiranno i Baby Gelido e Andrea Cosentino.

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