L’occasione di assistere allo spettacolo Birre e rivelazioni, che ha già una sua interessante storia di scena, e quella di visitare Off Off Theatre, uno spazio nuovo in una Roma che tende a chiudere piuttosto che aprirsi alla Cultura, si uniscono assieme piacevolmente.

Il teatro che ci accoglie è davvero nuovo, confortevole, cool, ma non solo questo: ha anche una programmazione di classe. Ai nomi più titolati del panorama italiano si aggiungono molti importanti, e ugualmente noti, sperimentatori della scena, professionisti che portano le loro idee e le produzioni per i Festival di tutto il mondo.

A via Giulia, nel cuore della Roma rinascimentale, a due passi da Palazzo Farnese e da Ponte Sisto, tutto questo si chiama Off Off Theatre.

Birre e rivelazioni è un testo nato dalla fertile e vulcanica mente di Tony Laudadio che ha scelto di portarlo in scena, in questa occasione, assieme ad Andrea Renzi, cui lo lega un sodalizio artistico ormai lungo vent’anni. Mi ricordo – e sono passati anni – che avrei dovuto vederli insieme al Teatro Valle in Rosencrantz e Guildenstern sono morti ma per mia sfortuna non riuscii ad essere in platea. Ho perduto un’occasione recuperata grazie a questo Atto unico in otto birre.

I due attori in scena sanno essere perfettamente in sincronia, senza sovrapporsi, senza sopraffarsi, ma completandosi e compensando – come personaggi – l’uno le debolezze dell’altro. Si specchiano fra loro e offrono attraverso se stessi uno spaccato umano trasversale, in cui il tema dell’omosessualità non è che uno dei tanti messi in campo.
La scena di Barbara Bessi è essenziale: due tavoli, uno sgabello, le sedie e una chitarra. Ma quello che dà un tocco di originalità e allo stesso tempo sottolinea il carattere “alcolico” degli incontri fra i due è un’alta parete costruita con le bottiglie di birra vuote. Una quinta, trasversale e banalmente decorativa, ma anche simbolica, premonitrice.

Il testo cui si assiste in scena è scandito in otto birre soltanto, otto momenti, otto scene/atti/quadri, ma in verità, nella vita. quante birre occorrono per conoscersi? Per capirsi? Un proverbio dice che per conoscere a fondo qualcuno occorre mangiare insieme un moggio di sale… ma forse anche bere insieme molte birre.

Le bottiglie potrebbero allora rappresentare quelle occasioni di conoscenza che ci sono state, nella vita di ognuno di loro, e quelle che – probabilmente – ci saranno nel futuro.

Le luci e soprattutto il suono, affidato a Daghi Rondanini, e con esso le musiche di Simon & Garfunkel che accompagnano costantemente la messinscena propagano e acuiscono l’eco di quanto detto in scena, creando effetti suggestivi e, a volte, anche stranianti. Suono campionato, canzoni registrate, eseguite dal vivo, ritmi da discoteca o semplice rumore degli avventori del locale: si tratta di un ventaglio di realtà che si getta sui dialoghi, li avvolge, li nasconde o li esalta, così come le luci fanno con i corpi e i volti dei due protagonisti.

Due in scena, mentre il terzo – il vero protagonista dell’azione e dei dialoghi – è eternamente assente. Francesco, figlio di uno e allievo dell’altro, è quindi il centro di un lungo ragionamento sull’adolescenza, la paternità, il sesso e i rapporti fra le persone. L’inizio, causale, genera allora tutto lo stravolgimento emotivo che ne segue: un conflitto che, drammaticamente, mette i due uomini uno contro l’altro in un sottile gioco di vittima e carnefice, costantemente ribaltato.

E così la comicità più popolaresca del birraio Andrea Renzi viene accompagnata da quella più ironica del professore Tony Laudadio, che sembra un Woody Allen dei tempi d’oro, senza che nessuno dei due perda la propria identità, ma anzi rafforzandosi e conquistando sempre più l’interesse e la partecipazione del pubblico. Persino nei momenti più accesi, e inaspettati, entrambi riescono a risultare credibili nell’iperbole di un confronto senza limiti.

A conti fatti è l’amore ad essere posto in gioco, senza questioni di genere o di sesso: un dilemma antico e senza risoluzione di cui si può discutere solo di fronte a una birra! Prosit!

 

Teatri Uniti
BIRRE E RIVELAZIONI
atto unico in otto birre
con
ANDREA RENZI
TONY LAUDADIO
scritto e diretto da
TONY LAUDADIO
scene e costumi
Barbara Bessi
suono
Daghi Rondanini
direzione tecnica
Lello Becchimanzi
OFF OFF THEATRE
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Chi sono
Appassionato di musica e teatro da sempre tanto da laurearsi sia nell’una che nell’altra disciplina, ha però affiancato agli studi musicali e sulla vocalità esperienze di lavoro in diversi ambiti: editoria, scuola, conservazione e catalogazione, management, comunicazione, organizzazione eventi, istituti finanziari, no-profit. Ancora non sa quale sarà il suo futuro, ma ama lo yoga, i viaggi e la buona cucina.
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