Lo scorso 19 febbraio, presso gli spazi della Libreria Arion del Palazzo delle Esposizioni di Roma, l’architetto e ricercatore dell’università La Sapienza Emma Tagliacollo ha presentato al pubblico il suo saggio dedicato alle opere  dell’architetto cipriota Konstantinos Marathefits edito da Officina Edizioni.
Durante l’incontro Emma Tagliacollo, coadiuvata da Dimitri Deliolanes, corrispondente della TV pubblica greca ERT, e da Rossella Aprea, editorialista e cofondatrice del progetto LIB21, ha delineato gli aspetti principali dell’architettura contemporanea nell’isola di Cipro.

La storia di Cipro è strettamente connessa alla presenza di diverse etnie che hanno determinato la suddivisione del territorio in due stati indipendenti: la Repubblica di Cipro dove prevale l’etnia greca e la Repubblica di Cipro del Nord dove è maggioritaria la componente turca.
Nel 1974 l’invasione da parte della Turchia provocò l’espulsione di 250.000 persone dai territori settentrionali. I profughi si rifugiarono a sud dell’isola governata dai greco ciprioti, l’espulsione provocò una preoccupante emergenza sociale: la necessità impellente di costruire case che ospitassero il popolo fuggito dall’occupazione turca.
L’edilizia popolare fu la risposta a questa emergenza; Konstantinos Marathefits non fu coinvolto in questo processo di radicale trasformazione ma nei suoi lavori cerca sin da subito di porsi il problema di costruire edifici che riescano ad essere funzionali e fruibili dalla cittadinanza.
Marathefits si forma in Italia, il suo approccio estetico è sicuramente di matrice mediterranea, l’obiettivo che si pone è di coniugare funzionalità, estetica ed economicità nella realizzazione delle sue opere.

mini-03_Polytechnic school of the University of Cyprus, Lefkosia_concorso_2010

Emma Tagliacollo ha raccontato, durante la conferenza, il suo incontro con la realtà contemporanea cipriota, un’isola affascinante forse poco conosciuta nel nostro paese ma che ha intrapreso un percorso fondamentale nella ricerca architettonica e nella commistione di diverse influenze provenienti dal bacino mediterraneo.
Il ruolo dell’architetto deve porre al centro della progettualità il cittadino, tutte le opere di Marathefits, che siano commissioni private o semi pubbliche, prevedono la libera fruizione del piano terreno a tutta la cittadinanza, segno tangibile di una volontà di apertura verso la comunità locale.

Per costruire qualcosa di nuovo bisogna conoscere le proprie radici, arricchire il proprio bagaglio culturale di esperienze aperte alla tradizione e al futuro del proprio paese. L’architettura riguarda ogni singolo cittadino, “fare non è un diritto degli artisti, è il loro dovere verso la società di cui fanno parte”.

SCHEDA DEL LIBRO

KONSTANTINOS MARATHFITS. ACTS OF ARCHITECTURE

DI EMMA TAGLIACOLLO

OFFICINA EDIZIONI

2013

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